lunedì 14 agosto 2017

SPECIALE MAMMA E PAPA' IN "GRAVIDANZA LEGGERA"


SPECIALE MAMME IN "GRAVIDANZA LEGGERA "


La vita fetale: tra magia ed evoluzione
Una ricca raccolta dettagliata di importanti studi e ricerche internazionali ci permette di sapere quanto la formazione fetale psicologica, sensoriale e funzionale, avvenga in un ambiente “fortemente interattivo”. Attraverso l’interazione che si stabilisce tra il corpo materno, il suo grembo e il feto, la vita fetale si scopre sempre più come un ambiente stimolante; non solo per gli stimoli che il feto riceve. Ciò che rileviamo, infatti, sono le sue risposte, stupefacenti, per molti aspetti. Un ambiente circolare e dinamico che, in questo modo, gli apre una variegata esperienza percettiva, di memorie dei sensi (tatto e contatto; olfatto; gusto). Saranno queste memorie ad attivarsi, al momento della nascita, quando il neonato costruirà l’esperienza diretta utilizzando il suo repertorio percettivo-sensoriale precostituito nel tempo/spazio prenatale: ed è su questo repertorio che costruirà progressivamente il suo sviluppo, come campo base per scalare la sua futura crescita.

La vera  nascita è nella relazione che da subito si stabilisce tra ambiente fetale ed ambiente mamma&papà
Il periodo prenatale si svela come fondamentale per la nascita “emozionale e psicologica” dell’uomo: nel suo ambiente "fetale"il feto non sta semplicemente crescendo. Risponde ed interagisce: in una relazione chiara ed intenzionale che intreccia con l’ambiente intrauterino e l’ambiente extrauterino. Già nasce, nella relazione che viene stabilita, attraverso la comunicazione emozionale data dalle carezze; dai giochi; dall’ ascolto delle voci materne e paterneLa nascita è già un evento psico-sociale, poiché è  già determinata dalla relazione in grembo. L’essere umano, così conosciuto nella sua evoluzione, lo scopriamo capace di entrare in relazione con il suo ambiente uterino familiare; di riceverne stimoli; adattarsi ad essi e rispondervi. 
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La comunicazione a tre come base relazionale nella interazione della gravidanza
Riflettiamo sul profondo senso della comunicazione a tre che si stabilisce già nel periodo di gravidanza. Potremmo considerarlo un triangolo di relazioni che, attraverso le interazioni di gesti e toni, comportamenti del padre e della madre, si arricchiscono delle risposte che il piccolo essere attiva.
Possiamo, dunque, pensare che la maternità e la paternità siano la stessa, potenziale, condizione relazionale che i genitori in formazione possono e debbono promuovere, alla luce di queste conoscenze? E chiederci quanto utili e preziose sarebbero se fossero tradotte come pratiche di accudimento e di crescita dei 9 mesi di gestazione.
È utile dunque considerare come le conoscenze si debbano trasformare in Linee Guida, e di lì, in Buone Pratiche.

PROGETTO "GRAVIDANZA LEGGERA"...Per saperne di più contattaci al nostro indirizzo:
e-mail annamaria.agnano@gmail.com e associazionepsicoimmunologiaitaliana@gmail.com









giovedì 15 giugno 2017

INIZIATO IL NOSTRO GIRO DI PRESENTAZIONE DI NUTRI*MENT*AZIONE...UN LIBRO DI SCIENZA IN CAMMINO!



UN LIBRO CHE RACCONTA LA SCIENZA IN CAMMINO...


Il racconto, le scene riportate di due anni di un percorso fatto di incontri e seminari, conferenze e work shop comunicando alle Persone la Salute Emozionale ed il Ben essere del corpo, della sua "Intelligenza Cenestesica" dal punto di vista immunitario, psicologico, nutrizionale e di altri punti di vista scientifici e di medicina integrativa.
Abbiamo iniziato il viaggio di presentazioni, prima tappa, Campogalliano: sabato scorso, 10 Giugno 2017, dove ha sede l' Associazione Psicoimmunologia Italiana Difendiamo la Salute;nella la sala comunale di S.Rocco, un luogo raccolto e denso(era una chiesa, una volta!) che ci ha ospitato in un clima speciale.

Una mattina piacevole e ricca di emozioni, condivisa pienamente da presenze a me care, e da altre, Ospiti coinvolti e sorridenti.Con un piccolo miracolo che è avvenuto...in pochi secondi abbiamo tirato giù i muri delle culture che ci contrappongono  e che delle nostre differenze fanno miseria. Un raggio di sole entrato insieme alla domanda di una giovane ed acuta adolescente...e da lì le presenze, l'energia che non ha confini, nè muri, nè pregiudizi, ci ha permesso di sentire un profondo senso d'unione e di vicinanza nella condivisione di memorie e confronti, passato e geografie emozionali...una gioia se ci penso!
Anche il GUSTO è stato un momento dedicato, grazie al ed in compagnia  del buon Pane PRIMUS, con il suo ideatore e produttore, Sandro Santolin.  Effervescente la sua descrizione, non del suo prodotto, è apparso evidente, quanto della sua passione della ricerca, che ne ha tracciato il percorso.

Se pensiamo all'inzio, semplice ma ricco di senso che si è sprigionato in quella mattina, in un luogo così particolare e raccolto... non posso che immaginarmi l'Estate che verrà...con il nostro viaggio di presentazioni di NUTRI*MENT*AZIONE, un libro dalla scrittura condivisa; nel racconto che fa del cammino che stiamo facendo insieme alle Persone per trasmettere loro conoscenza, ma non solo; un luogo, quello con gli altri, nel quale confrontarsi, oltre che apprendere;essere accolti in un clima ironico e anche comico che si sviluppa nella nostra comunicazione, mia e di Angelo M.Di Fede.Un clima lieve e semplice per sollevare e levare un'esperienza concreta di quello che è costantemente presente nella nostra vita e a noi stessi:IL CAMBIAMENTO...tra malattia e salute Noi cambiamo costantemente, tra adattamenti evolutivi, nel fiume della nostra vita.

PER APPROFONDIRE NUTRI*MENT*AZIONE
Questo libro raccoglie una serie di interventi, seminari e confronti multidisciplinari che, nel corso degli ultimi due anni, hanno tracciato le linee guida di una scienza in cammino, la PsicoImmunologia, che guarda alla promozione dei concetti di salute alimentare e di benessere emozionale. Promuovere, appunto.
 Dunque non soltanto prevenire e curare, ma anche e soprattutto incoraggiare e favorire uno stile di vita alimentare e mentale, in grado di generare nuove sensibilità, nuove abitudini, nuove strategie di adattamento, che ci permettano di sostenere e supportare un cambiamento improntato allo sviluppo della nostra salute emotiva. Mens sana in corpore sano, dicevano i nostri padri. Corpus sanum in mente sana, vorremmo aggiungere noi: mente, emozioni, corpo, sono uniti quando fluiscono con la stessa energia (dal greco “energeia”, energia è anche Potenza dell’Organismo)!
La terza parola che compone il titolo di questo libro, azione, sta dunque a significare la possibilità di operare scelte attraverso un processo consapevole ed espressivo, che ci consenta di realizzare il senso di coerenza profondo che solo può mantenerci saldi quando ci chiediamo: perché cambiare?

Alla prossima presentazione che ci sarà a Cremona, in un altro luogo speciale...Ma poi vi racconteremo!
A presto
La Vostra Annamaria

Se vuoi scrivermi  e commentare inviati ad annamaria.agnano@gmail.com




lunedì 1 maggio 2017

... LA RABBIA CHE INCENDIA



...LA RABBIA CHE INCENDIA



Ma sapevi che tra le emozioni "negative" la RABBIA è quella che "INCENDIA" letteralmente il nostro sistema? Ed in particolare,  essa agisce come attivatore del processo dello stress, la cui pervasività e durata arriva a compromettere la funzione immunitaria con lo sviluppo di patologie anche gravi. 
Noi sentiamo le nostre emozioni come un dato semplicemente esperienziale, che ci attraversa il corpo con tutte le sensazioni possibili legate e collegate alla situazione in cui "entrano in gioco". Ignoriamo, invece, che le emozioni hanno una loro funzionalità strutturale per il nostro super Organismo, ossia per il nostro sistema immunitario. Perché, alla fine, come accade per la rabbia,  entra in relazione con il sistema immunitario, ed è lì  che va a riversarsi come un fiume in piena!

La rabbia, ci evidenzia rilievi particolarmente importanti sullo stress e sullo sviluppo di patologie correlate proprio al processo dello stress. A segnalarci la rabbia, come anche le altre emozioni, è l’amigdala: il suo nome deriva dal greco, vuol dire mandorla poiché ne ha la forma. L'amigdala trova la sua sede nell'area limbica, la parte arcaica del nostro cervello evoluto (neo-corteccia).  L'area limbica è la parte emozionale su cui si è sviluppata nel corso del processo evolutivo la nostra intelligenza sociale e cognitiva, grazie allo sviluppo della neo-corteccia, o cervello moderno, che ci differenzia dai nostri amici animali e piante). 

Se vogliamo immaginare cosa fa per noi Amigdala, pensiamo ad un "dispositivo emozionale di allerta" che la rabbia iper-attiva, iper-eccita. In queste situazioni, infatti,  l’amigdala prende  un percorso a scorciatoia, una via direttissima (cosa che non accade quando invece essa, in un circuito virtuoso, collabora con la neocorteccia, la nostra area della logica e del ragionamento in un percorso "autostradale"). La scorciatoia rompe ogni logica:  ecco perché, anche se non si conoscono subito i motivi della rabbia, essa cattura, predomina ed intrappola chi "si arrabbia"

Le emozioni svolgono una funzione adattiva fondamentale per il nostro organismo, dal punto di vista elettrico e chimico (il cervello elabora gli stimoli del mondo, interno ed esterno, attraverso attività elettrochimiche). Infatti, le implicazioni emozionali, così come noi le viviamo secondo gli stati di coscienza, tracciano percorsi elettrochimici, neurofisiologici, in reti di processi di interazione del sistema nervoso ed ormonale con quello immunitario. Ed attraverso l' associazione sinaptica (comunicazione delle cellule nervose) di aree, quella limbica dove le emozioni "abitano", con l’altra neo-corticale (lobi frontali), esse definiscono circuiti neuronali complessi per i quali la mente è il prodotto dei processi psichici, ma, a sua volta, la mente influenza e costruisce in modo plastico il cervello e le sue strutture!

B.McEwen, psicologo dell'Università Rockefeller, nel Colorado, evidenzia i legami tra stress e compromissione della funzione immunitaria; con l'aumento di vulnerabilità ad infezioni virali; della formazione di placche che conducono all’aterosclerosi; coagulazione del sangue con esito di infarto miocardico, accelerazione del diabete di tipo I e di tipo II; ulcerazione del tratto gastro-intestinale e morbo di Crohn.  Danni neurologici, con riduzione dell’area ippocampale e  riduzione della memoria.
Se fino ad oggi, è valsa  convinzione  che arrabbiarsi con l'altro che "ci fa arrabbiare" sia: 
1)  un modo di sfogarsi; 
2) una soluzione utile per l'altro... perché "così prende atto e capisce";
3) la possibilità che "le cose cambino"...
alla luce di quanto la ricerca ci dimostra, 
questa falsa convinzione deve cedere posto a nuove soluzioni possibili.

Ma è possibile cambiare il percorso della rabbia ed invece che subirla, dirigerla? Mi verrebbe di rispondere immediatamente di sì...senonché mi arriva, più rapida, una considerazione... con qualche dato alla mano!

Rabbia ed’ostilità ritenuti "fattori emozionali" di rischio.
Dagli anni 90, tutta una serie di studi, alcuni li cito, si sono occupati della rabbia proprio come fattore emozionale del disturbo psicosomatico.
Gli studi di Redford Williams, presso la Duke University, nel North Caroline correlano la collera/ostilità ai fattori di rischio fumo, ipertensione.
Gli studi su soggetti cardiopatici del cardiologo Peter Kaufman psicologo e neuroscienziato del Duke Center nel North Carolina, correla attacchi di collera ed ostilità come fattori stressors che producono micro lacerazioni ai vasi con la probabilità di coronaropatia.

Lo studio della Harvard Medical School, Università a Boston, Massachusetts, evidenzia che la collera aumenta il rischio di arresto cardiaco e in soggetti cardiopatici questo rischio aumenta del doppio.

Le emozioni negative influenzano il processo immunitario ed hanno effetti sul sistema cardiovascolare (Friedman e Bootby-Kewley).

Un ultimo studio di B.McEwen, che il massimo esperto di Psiconeuroendocrinoimmunologia italiano Francesco Bottaccioli ha riportato in un articolo su Repubblica Salute, nel Marzo 2003,
ha dimostrato che lemozione arriva a comunicare direttamente con la cellula immunitaria, mettendola in uno stato di squilibrio.

Ora mi fermerei qui... i dati "decidono" per noi...O no?
E dunque, continua a seguirmi che potremo approfondire;)                               annamaria.agnano@gmail.com








giovedì 20 aprile 2017

QUANDO MAI PENSERESTI CHE LO STRESS E' UTILE?

QUANDO MAI PENSERESTI CHE...
LO STRESS E' UTILE?


Se ci pensi bene, uno dei maggiori pregiudizi del nostro secolo coincide con l'idea che lo stress sia qualcosa di negativo e da eliminare. 
Quante volte ci succede di pensarlo o di sentircelo "addosso" nel corso della giornata, nelle relazioni con gli altri...  Per questo, sempre di più cerchiamo dei modi per trovare benessere (fughe...voli...???), certi che stress e benessere non hanno effettivamente niente in comune. 
Eppure questo è un pregiudizio molto forte ed è anche una falsa credenza.
Dobbiamo invece sapere che senza stress noi saremmo morti. 
No, non ti stai sbagliando, hai proprio sentito "saremmo morti! (e ti posso garantire che saremo morti quando non lo sentiremo più ;)

Di fatto, lo stress risponde ad una funzione di adattamento all'ambiente in un processo neurofisiologico che attiva il nostro organismo a rispondere appunto con questo tipo di risposta adattiva. Mettendo in campo tutte le nostre risorse psichiche, ormonali, immunologiche che unitamente compongono un vero e proprio network;  con le emozioni con i loro correlati sentimentali, che hanno anche a che fare con la nostra coscienza e con l' umanità che in noi si anima!
Tutte le volte che questo accade noi aumentiamo la nostra capacità adattiva ai problemi che troviamo nel nostro ambiente esterno ed interno... lo stress ci permette di  
*adattarci all'ambiente;                                 
* risolvere problemi;                                       
*trovare soluzioni innovative oltre a soluzioni che non stanno funzionando 
(Le soluzioni possono davvero diventare problemi nuovi oppure peggiorare i problemi, o     no, lo hai pensato qualche volta?).

Allora com'è che noi arriviamo a pensare male dello stress? Perché gli addebitiamo i peggiori effetti e cause?

A pensarci bene è proprio il pregiudizio sullo stress che crea lo stress distruttivo. So che questa è affermazione forte... E tuttavia dimostrabile e perciò ne parliamo, seguimi!
Nel modo di affrontare lo stress relativamente a fatti che ci "succedono", noi abbiamo la Potenzialità di scoprire-inventare -trovare nuovi modi di approcciare; pensare, fare, ripensare "
 E quindi fare il cambiamento possibile! 
Il cambiamento è proprio qualcosa che cammina con noi oppure siamo noi che camminiamo nel cambiamento, continuamente. Pertanto lo stress è una risposta della nostra vita organica emotiva e spirituale (anche OMS,Organizzazione mondiale della sanità ha suggerito questa definizione a proposito del nostro benessere e salute, nel lontano 1948!)

Certo dovremmo chiederci come all'inizio di ogni cosa che viviamo, qual è l'approccio che noi usiamo nel momento in cui affrontiamo le cose che ci capitano?  E in queste situazioni, la nostra aspettativa ha una prospettiva? 

Perché se l'aspettativa ha prospettiva, allora sì che le cose cambiano mentre noi possiamo cambiare…
Se ci pensi bene, ciò che costruisce arcipelaghi di stress e montagne rocciose di stress, è proprio il rapporto tra aspettativa e mancanza di prospettiva… Se la mia aspettativa non ha nessuna visione, se ciò che sento non lo vedo realizzabile, allora io non vedo possibile operare un cambiamento. 

Perché ciò che non vedo non esiste! 

E questo noi non possiamo tollerarlo e nemmeno sopportarlo!
Perché l' impasto con cui siamo fatti, l'intelligenza multipla che potenzialmente abita dentro di noi, può generare cose ritenute impossibili... risolvere montagne di problemi, e non solo smuovere montagne!

Ma di che pasta siamo fatti noi? Ne parleremo al prossimo post...

Ciao e continua a seguirmi;)... 
Scrivimi annamaria.agnano@gmail.com




Disclaimer
Le informazioni contenute in questo blog sono puramente divulgative.
Questo Blog non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e periodica non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n* 62 del 07 Marzo 2001. Inoltre le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e valutate di pubblico dominio. Qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore scrivete una mail al seguente indirizzo annamaria.agnano@gmail.com e le immagini in questione verranno immediatamente rimosse.



sabato 1 aprile 2017

LE NOSTRE EMOZIONI CHATTANO



LE NOSTRE EMOZIONI CHATTANO ...



Le nostre emozioni "CHATTANO" costantemente, sempre connesse coi nostri sistemi che ci rendono uno PSICORGANISMO intelligente, relazionale ed adattivo.
Quando pensiamo con razionalità, vogliamo prendere una decisione; fare un cambiamento, oppure darci degli obiettivi...Sempre, ma proprio sempre, siamo in una fittissima rete con le nostre emozioni. Sembra strano, abituati come siamo a "sentirci"o a "fare"ed ignorando come siamo fatti davvero e come i nostri sistemi sono in una fitta rete informatica;) 
Anche le neuroscienze, oltre agli studi di psicologia[1] intrapresi negli anni 60, lo hanno dimostrato, dopo studi prodotti dal confronto trentennale multidisciplinare tra neurofisiologia, psicologia, biologia traducibile in PNEI
(Psiconeuroendocrinoimmunologia).

Per fare qualche buon riferimento, A.Damasio, J.Le Doux; B.McEwen; D.Charney, con i loro gruppi di ricercatori collaboratori, hanno realizzato ricerche sulle emozioni* per mapparle; vedere come funzionano nel nostro sistema NETWORK,  ed hanno quindi dimostrato che:
1)quando prendiamo una decisione, emozioni e neocorteccia collaborano intensamente, producendo linguaggi comunila neo-corteccia è l'area dove sviluppiamo il pensiero logico, ma anche la nostra intelligenza sociale:)

Le Emozioni chattano con il Sistema Immunitario..!
2)le cellule nervose e le cellule immunitarie parlano la stessa lingua e producono messaggi all'unisono;
3) le emozioni sono in un continuo dialogo con il Sistema immunitario(le nostre Difese) e vengono trascritte nella cellula(B.McEwen e gruppo di ricercatori tedeschi;2003);
4)le emozioni hanno una loro scorciatoia e se la percorrono, smettono il collegamento con la neocorteccia...e allora...aiuto!

Primo effetto, il panico
Intanto l'effetto immediato è il panico! 
E l'ansia, come forma di linguaggio emozionale che predomina, smettendo ogni dialogo con le altre aree. Se l'ansia diventa un "abito" su misura, allora si passa alla produzione di  stress...
Quando  le nostre emozioni ci producono stress, il messaggio stress passa alle cellule immunitarie, sino ad arrivare sia alla singola cellula, sia all'intera comunità  cellulare che compongono i nostri organi, i tessuti e tutto quello di cui siamo fatti...e che facciamo (corpo, pensieri, movimento, apprendimento, cambiamento, che entrano in una sorta di "blocco" ...destinato alla malattia). 

E se lo stress si cronicizza, ci ammaliamo. Infatti, in queste situazioni uno degli studi più recenti ha spiegato che le cellule immunitarie, alcune in particolare, i linfociti T, vengono bloccati, "sequestrati" nei siti/luoghi (da dove partono ogni volta per attivare le loro risposte difensive).



Per approfondire;)
Le nostre difese che ci proteggono da attacchi di agenti esterni, ma anche e soprattutto interni(...sembra incredibile, ma virus, muffe, cellule tumorali... sono nemici "innocui" che convivono e sono tenuti in scacco matto dai microorganismi (flora intestinale) protettivi.ll sistema immunitario, sottoforma di flora intestinale, è presente nell'intestino ed è da lì che organizza e supervisiona la difesa come da un quartier generale. Se però sotto stress protratto, questo sistema strategico mollala presa ed allora i nemici...In questo processo, le Emozioni sono centrali.

[1]Nel 1969 i due Psicologi P.Ekman e W.Friesen pubblicarono un lungo studio sulle emozioni, individuando le 6 emozioni universali e le famose facce.Per approfondire ulteriormente l’argomento vedi : Ekman P. e Friesen W.(1971).

Resto in contatto, come sempre,                                                                   la Vostra Annamaria Agnano                                                                       Ind.mail annamaria.agnano@gmail.com


Se vuoi saperne di più scrivi puoi contattarci anche :
Ass. PsicoImmunologia Italiana- DifendiAMOLaSalute
scrivi al nostro ind.Mail: psicoimmunologia@gmail.com
PER UNA MEDICINA INTEGRATIVA...PSICONUTRIMMUNOLOGIA

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mercoledì 22 marzo 2017

IL SEGRETO PER "INVECCHIARE" BENE...MA ESISTE?



Il segreto per "invecchiare bene"...ma esiste?

Mangiare bene, fare movimento, vivere buone relazioni; avere una buona vita sessuale, lavorativa, ma anche fatta di interessi e passioni! 
Non è più un segreto, vero? Ormai è ben saputo, data la grande diffusione di suggerimenti ed indicazioni da parte di esperti, tra medici, specialisti e psicologi; o naturopati e quanti altri operatori che si occupano di salute e benessere.

Eppure, un segreto c'è ancora da svelare... 
Per "saper "invecchiare dovremmo tenere in forma il nostro "IPPOCAMPO":area del cervello contenuta nel SISTEMA LIMBICO, che è un grande sistema integrato 
( ipotalamo,talamo, amigdala e ippocampo) . 
Alla luce dei più attuali studi, questo sistema integrato è alla base dei processi di regolazione biologica del nostro organismo (fame, sete, sonno, sesso,crescita, stress...) e della percezione  ed elaborazione delle emozioni e della coscienza.

Il nome Ippocampo deriva dalla sua forma di cavalluccio marino (detta anche Corno di Ammone, che era un dio egiziano con la testa a forma di ariete): quest'area rappresenta il nostro magazzino delle informazioni e delle memorie. Infatti, Ippocampo è una struttura chiave per la formazione dei ricordi: immaginiamoci un magazzino super informatizzato, impegnato a ricevere informazioni e poi ad elaborarle con altre aree cerebrali, per sistematizzarle sotto-forma di memorie. La sua funzione  avviene attraverso il continuo "dialogare" con la corteccia, la nostra area "evoluta", luogo in cui elaboriamo il pensiero logico: è dalla fitta comunicazione tra queste due aree, ippocampo e corteccia, che le informazioni vengono registrate e possono, quindi, entrare nella nostra coscienza. Se ippocampo e corteccia cessassero la loro comunicazione, non riusciremmo più a memorizzare alcunché!

QUANDO INVECCHIAMO, dunque è l'ippocampo che  perde la sua "forma"! Si, possiamo proprio dire che perdendo colpi, non permette la memorizzazione di cose nuove: mentre, invece, in buona forma si mantengono i ricordi. Ossia, tutte quelle informazioni che ha registrato e depositato quando era in perfetta salute e dialogava "d'amore e d'accordo" con la corteccia. 
Certo è che non possiamo interrompere i processi di usura ed invecchiamento...E' inevitabile invecchiare....A meno che non ci capiti di venire a patti con il diavolo ;)
Più concretamente, c'è da chiedersi come possiamo fare allora, a tenere in buono stato l'ippocampo...E se è possibile contrastare o ridurre la sua inevitabile"discesa".

Certo, è possibile. Lo affermano i ricercatori che hanno mappato (e continuano a farlo) le nostre aree cerebrali. Possiamo contrastare il degrado ippocampale...A condizione di dover fare un buon investimento, preventivamente. proprio come si fa quando si trova il modo di interrompere la valanga affinché non arrivi a valle!

Possiamo imparare a gestire lo stress quando siamo ancora in forma, noi e il nostro ippocampo. Infatti, anche nel processo di adattamento allo stress, che vedremo, il nostro cavalluccio marino-ippocampo  svolge un ruolo chiave...E ne parleremo alla prossima...


 E Tu, intanto, continua a seguirmi;)

A cura di Annamaria Agnano
con rif. bibliografico di F.Bottaccioli: Psiconeuroendocrinoimmunologia, 2005, RED ed.

giovedì 9 marzo 2017

PSICONUTRIZIONE...QUANDO NUTRIRSI E' MEGLIO CHE MANGIARE



PSICO-NUTRIZIONE: QUANDO NUTRIRSI E' MEGLIO CHE MANGIARE

Quando ci riferiamo alla alimentazione, dobbiamo considerarla da più punti di vista: dal punto di vista nutrizionale, calcoleremo il valore dei “nutrienti” contenuti nel cibo, con il Processo metabolico che li trasforma per garantire l'ENERGIA VITALE al nostro organismo. 
Dal punto di vista immunologico, il processo metabolico deve essere funzionale per la salute del Sistema Immunitario, il Super Organismo, in grado di tenere l'equilibrio della bilancia immunitaria. In particolare, è l' ’intestino tenue la parte più importante del nostro organismo, chiamato “fornace energetica” dagli agopuntori cinesi 4000 anni fa. Scoperta confermata da Ippocrate (2500 A.C.primo medico dell’antichità) il quale diceva "che la vita e la morte di ognuno di noi risiede nel nostro intestino".
 Pensiamo che l'80%del sistema immunitario è localizzato proprio nel nostro intestino ed è lì, come in un quartier generale, che si attiva e richiede ai soldati-linfociti di distruggere il nemico che sta attaccando! Un nome ultramoderno, quello del sistema immunitario intestinale, "microbiota", che in realtà viene riferito alla flora intestinale:"una grandiosa foresta" abitata da 5  amici supereroi che sono in grado di distruggere milioni di miliardi di nemici!

Dimmi come ti nutri!
Oltre all'alimentazione che ci nutre e che nutre il nostro sistema immunitario, le difese del nostro Psicorganismo sono attivate da altre fonti nutrizionali. E vediamole!
Di fatto, quando parliamo di nutrizione, dobbiamo pensare alla parola "nutrizione" in tutta la sua pienezza, riferendola a tutte quelle modalità con le quali  facciamo esperienza della vita, "nutrendoci proprio attraverso esse". Possiamo dire che siamo immessi da subito nelle relazioni con gli altri? Certo! Sin dalla prima formazione in grembo materno e, pertanto, dobbiamo considerare che le relazioni ci  nutrono.
Le relazioni  costituiscono i nutrienti "affettivi e cognitivi" dei quali non possiamo fare a meno. Per meglio dire, le relazioni ci nutrono e promuovono la nostra salute emotiva e cognitiva;la nostra intelligenza emotiva*.Il nostro  benessere ed equilibrio dei quali siamo potenzialmente  "portatori “sani”
https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7411072669356386205#editor/target=post;postID=2950471175828044459;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=25;src=postname

C’è, infatti, un processo del nostro sviluppo evoluto che ci dispone a realizzare il nostro potenziale: a condizione, tuttavia, che veniamo “nutriti”nei modi equilibrati, ossia che ci garantiscano lo sviluppo  delle sostanze vitali che producono ENERGIA AFFETTIVA  MOTIVAZIONALE.

Anche gli oggetti e luoghi ci nutrono, in quanto è attraverso essi che noi stabiliamo relazioni con i nostri bisogni, sogni e desideri. Se pensiamo soltanto ai luoghi in cui viviamo, lo spazio in cui ci muoviamo. Li abitiamo e ne siamo circondati:  ci riempiono la vista,  ne sentiamo il clima; li "sentiamo" nei gusti e nei profumi...Ci nutrono!  

Il tempo stesso, se ci pensiamo bene,  va considerato come una dimensione, attraverso la quale noi sperimentiamo la nostra vita: nutrendoci, per esempio, quando ci dedichiamo agli interessi; alle passioni che, attraverso oggetti e cose verso cui ci attiviamo, assorbono le nostre energie/tempo. Anche così  ci rappresentiamo i modi in cui nutriamo la nostra vita! 

In quanti modi, dunque ci nutriamo? Ma soprattutto, in QUALI modi? 

A cosa mi riferisco?
 Gli stimoli che accompagnano la nostra esperienza di mondo, ai quali veniamo disposti comunque nell’ arco della nostra vita, possono essere ricchi: favorire i fattori del nostro stare bene, sprigionando la potenza dei potenziali messi in pratica; ma possono essere anche poveri, ossia impedirci di raggiungere la realizzazione di aree di potenziali di cui siamo portatori. Pensiamo alle emozioni. Quanto esse favoriscono il nostro benessere e vitalità! Nell'approccio multidisciplinare è condiviso da molti di studi che lo confermano. Come accertano però anche il contrario!

Quanto possono mal nutrirci le nostre emozioni? Quando producono ansia ( l'ansia è un disturbo delle emozioni) sono delle produttrici di stress psichico: non solo riducono le nostre difese "psicologiche"! Il peggio è che influiscono sul nostro sistema immunitario e ci dispongono alla malattia. Se poi realizziamo che cervello ed intestino comunicano in via bi-direzionale( asse cervello intestino- intestino cervello), allora ci rendiamo conto del circolo vizioso del malessere.

 E Tu  continua a seguirmi;9 


E scrivimi se hai quesiti, curiosità da approfondire; un tema che vorresti sviluppare e lo andremo ad affrontare insieme, grazie a questi tuoi spunti :)

annamaria.agnano@gmail.com

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