domenica 19 maggio 2019


C’E’ UN POST PER TE !
I post di Psicologia pratica della dott. Annamaria Agnano 

Estate! Il rimando è immediato: luce, calore; vitalità. E se poi, con le lunghe giornate, coincidono anche il relax ed il ristoro delle vacanze che ci attendono, non si può che declamare l’Estate come “la più bella” delle nostre stagioni.
Se è naturale sentirsene attratti, non è del tutto chiaro che ciò che ci attrae del ciclo estivo sia la stessa luce, l’energia, di cui siamo “fatti”, di cui le nostre cellule sono fatte e di cui si nutrono. Un’attrazione dunque inevitabile!
D’altronde, pensa semplicemente a quanto l’inverno scuro e privo di luce,  provochi malumore e malessere. Questo, per chi si occupi di stati depressivi, perché li cura, e per chi invece li patisce, è infatti, solitamente uno dei periodi più ricorrenti di essi.
E pertanto, l’estate è davvero la miglior stagione della nostra condizione psicofisica e relazionale, quando il sole, massimo integratore, governa le nostre giornate con la sua linfa vitale!
E dunque, pensando alla nostra Estate interiore, la vitalità, e alle Emozioni positive che
 la nutrono, voglio proporti un tema decisivo per godere di questo stato al massimo del benessere di vita: saper dire di no!

Quante volte succede nel corso della giornata, in situazioni più ricorrenti, quando vorresti esprimere un” no” secco ma te lo neghi! Vorresti ma non puoi e lo ingoi. E non vai avanti!
Perché?
Perché dall’ altra parte, c’è qualcuno e qualcosa che ti sta a cuore e che per te conta e in ogni caso, la posta in gioco è alta.
E che tu lo sappia o no,  le tue  emozioni negative comunicano al corpo quello che sta vivendo: E non è che un corpo intelligente possa far finta di nulla.: ogni parte del nostro sistema raccoglie e accoglie; se non si spiega, si piega, infine!

Lo stress emotivo è una condizione che alle lunghe costruisce dal pathos il patologico! E l’ansia è un percorso vitale, un fiume della vita che scorre nel suo naturale corso, ma che se si ingrossa, allora tracima e dilaga  dentro!
Noi chiamiamo questa situazione “conflitto interno”: un contrasto che genera emozioni di frustrazione  ed incertezza; si entra in uno stato di stress, perciò di instabilità e squilibrio.

*Un importante studio americano e tedesco pubblicato da Bruce McEwan della Rockfeller University nel 2003 sulla rivista scientifica americana più eminente, ha dimostrato che come le emozioni  negative comunicano con la cellula immunitaria  e mandano in tilt la sua risposta In presenza di una proteina che le trascrive il segnale emozionale stressor direttamente...



 Saper dire dire di no.      
D’altra parte, l’assertività si oppone a questa condizione ”oscura”: Se sei assertivo, o meglio, se ti metti in una posizione “assertiva”, dici di no; esprimi liberamente il tuo sentire ti dissoci  e ti sottrai! E le tue cellule respirano, si nutrono e  ti fanno sentire bene.
In fondo, se ci pensi bene, la libertà cos’è se non potere esprimere semplicemente il tuo disaccordo? Dire di no è la tua scelta!
 Ma non  è così semplice: la libertà può costare cara!
Perché per farlo devi fare i conti con una realtà che può essere tosta: quali conseguenze ti attendono? Che succede  dopo se ti neghi? Cosa perdi se dici no? E cosa guadagni dal rinunciare al tuo si? 
E qual è il magma che tiene e trattiene questa inarrestabile rinuncia? In  fondo in fondo , a pensarci bene, cosa regge e sorregge i tuoi tanti sforzi se non  bisogni semplici e lodevoli: essere amati e desiderati, affermarsi!
Dunque per non rinunciare alla libertà di un no, accettare di rinunciare al proprio Sè?

La rete delle relazioni ci avvolge e coinvolge da sempre: quando piccoli e da grandi.  L’amore e la considerazione altrui ci restituiscono chi siamo: la nostra persona.
Uscire dal cerchio magico dell’approvazione dell’altro ci apre ad un precipizio; è oltremodo impossibile!
Ma nel tempo che segna le nostre stagioni interiori,  la rinuncia al proprio Sé che si rinnova ogni volta che non ti esprimi e ti reprimi, rimarca solchi profondi di assenze e di vuoti incolmabili. E continuare ad ignorare quell’energia che  si oppone e che vuole incanalare sé nell’altro, per porsi ed esserci, per quanto ancora accettarlo?

A questo punto è chiaro che siamo nel dilemma  cui le relazioni ci aprono: noi o gli altri?

Seppure è dura dire di no…è peggio dire di no a se stessi!
E allora come uscirne se si è in una altalena del questa o quella scelta, che poi è diventata un dilemma? Come saltarne fuori se inevitabile, un dialogo interiore fatto di domande e risposte che sempre riportano al dilemma. Una strada senza uscita! E cosa si fa in una strada senza uscita? Si cerca una via di fuga:..COME? 

Nel silenzio, attraversandolo!
Il silenzio come superamento della parola, oltre la parola! Se la domanda incessante sfinisce, tu la finisci smettendo di risponderle.
E nella non risposta oltre la parola, la domanda si esaurisce e tu, a quel punto,  saprai cosa è meglio per te.














mercoledì 6 marzo 2019









RISVEGLI DI PRIMAVERA CHE IL CUORE SA
Quando pensiamo alla primavera, solitamente, sentiamo come una sorta di fremito del risveglio. E difatti, associamo alla stagione primaverile il risveglio stesso del  nostro corpo e dei sensi:  l’energia primaverile diventa la fonte della nostra stessa energia rinnovata. E dunque a proposito di risvegli e di rigenerazione dell’energia, oggi parliamo di cuore e lo facciamo con risultati scientifici alla mano che ci dimostrano come Il nostro cuore è capace di “risvegli” sempre ed in ogni stagione.

 LA MATEMATICA DEL CUORE
Attraverso la lunghissima esperienza di studio e ricerca realizzata dall’Istituto californiano Heart Math (letteralmente “matematica del cuore”), sono stati comunicati e diffusi rilievi misurabili sulla complessa attività cardiaca che il cuore genera.  Il cuore è a tutti gli effetti un cervello e parla come il cervello: attraverso 40 mila neuroni che producono un ormone antistress, l’ossitocina. Un’attività nervosa cardiaca che può arrivare a coinvolgere anche 120mila neuroni impegnati in un lavoro straordinario, in grado di generare stati di benessere e salute che corrispondono alla “resilienza”.  Uno stato fluido di benessere ma anche di vigore e resistenza. Infatti, resilienza  è riferita come “la capacità del nostro organismo di saper  reggere agli urti e alle avversità della vita. E ad evolversi”.

IL CUORE E’ UN CERVELLO RAFFINATO CAPACE DI RACCOGLIERE  INFORMAZIONI  DAL NOSTRO CORPO, DALLE NOSTRE EMOZIONI E TRASMETTERLE AL NOSTRO INTERO SISTEMA.
Questo tipo di attività così complessa è in grado di attivare una farmacia interna potente per cui possiamo pensare che la nostra salute non sia semplicemente il non essere malati, quanto uno stato, una condizione, di benessere e di potenza  vitale. Duratura, presente come un potenziale  che si può attivare in qualsiasi momento, anche in situazioni “negative”. Un cervello potente quello del cuore,  che ogni giorno ci mette in una costante leggerezza ed energia verde con le emozioni positive. Infatti , la ricerca realizzata presso l’ Heart math center, ci ha dimostrato come le emozioni positive quali la gratitudine, il valore di sé, la comprensione e compassione, l’amore; la fiducia; ma anche i ricordi belli di esperienze positive, mettono il cuore in una funzione di “coerenza cardiaca.

CHE COSA INDICA LA COERENZA CARDIACA?
E’ una funzione che corrisponde alla variabilità dell’intervallo tra un battito cardiaco e l’altro: questa variabilità, se regolare attraverso onde dette sinusoidi”, mette il cuore in una condizione di massima funzionalità, producendo con tali onde sinusoidali  un campo elettromagnetico che  ossigena potentemente il cuore, arriva al cervello ed al cervello enterico (il terzo cervello intestino). Il cuore senza sforzi e rapidamente,  invia segnali al cervello per modificare le reazioni di stress che il corpo vive.
Questo campo elettromagnetico non è limitato al nostro corpo ,ma lo attraversa e si amplifica al suo esterno, arrivando agli altri con cui siamo in relazione. In  questa  condizione ottimale di variabilità cardiaca ( HRV è la misura di variabilità della frequenza  cardiaca, ) le cellule del cuore si comportano esattamente come cellule nervose: ecco perché il cuore è un cervello assai raffinato, che è in grado di produrre, con la sua comunicazione sinusoidale, un ormone assai prezioso per il nostro organismo: l’ossitocina. Detta anche ormone della maternità perché l’ossitocina apre il parto al momento della nascita ; ma anche ormone dell’amore prodotto nell’ amplesso erotico. La scoperta però oggi va ben oltre! Sappiamo anche che quando il cuore è ben ossigenato dalle onde sinusoidi, produce questo ormone antistress che genera un pieno benessere e vigore:  in tale condizione viaggiamo fluidi, concentrati e carichi di energia vitale. Fantastico, vero?

COSA SUCCEDE PERO’ SE IL CUORE NON SI TROVA IN QUESTA CONDIZIONE? E’ CAOS CARDIACO!
Se siamo preoccupati, intimoriti dalle cose che non vanno come vorremmo, se proviamo  emozioni negative come paura e rabbia, con gli effetti che esse ci portano (risentimento, rivendicazione, frustrazione) entriamo in stati di squilibrio emotivo e quindi di ansia e stress del corpo: è in questa condizione che il cuore riduce la sua variabilità ed entra in “caos cardiaco”. Che intercetta immediatamente il nostro respiro: entriamo in apnea. E poi, in una escalation che aumenta la condizione di stress e della nostra risposta allo stress, entro un circolo vizioso pericolosissimo. Dal momento che è così che si costruiscono strati di accumuli di stress verso condizioni progressive patologiche: quanto più pericolosi quando spesso silenziosi. Pensiamo soltanto all’’infarto che diventa mortale quando non dà alcun segnale di dolore cardiaco.

Quando il cuore respira, ci fa respirare , ci ossigena e ci fa modificare lo stato di stress, ma solo e soltanto se lo addestriamo : mettendolo in stati emozionali positivi; ricercando immagini mentali con bei scenari; senza più cercare ragioni personali per cambiare. Cambiare, infatti, sembra proprio diventata una possibile decisione: piccola e semplicissima. Puoi decidere in pochissimi minuti di cambiare rotta ed invertirla: dal quotidiano che ti delude; da ciò che desideri e che non arriva; da aspettative senza prospettiva; persino oltre alla tristezza che provi per ciò che ti manca. Ed invece, intraprendere la strada del cuore: affidarti al suo respiroChe non vuol dire” rilassati”, “medita”, “combatti lo stress”.                                                                 
Il piccolo e semplice imperativo sta nel “concentrati sul respiro e cambialo! In un minuto o poco più : respira attraverso il diaframma ; con la respirazione bilanciata. Entra nell’ equilibrio che il nostro cuore ben conosce, perché antiche memorie di questo equilibrio, lui le ha! Dobbiamo solo imparare a fermarci e farci guidare dalle sue onde.                                                            

Ti ha interessato questo tema? Puoi approfondirlo scrivendomi; segui mio ind.mail :annamaria.agnano@gmail.com

mercoledì 28 novembre 2018

LOTTARE CONTRO LE AVVERSITA'? SI, MA SE NE SONO TROPPE?






LOTTARE CONTRO LE AVVERSITA'...!...SI, MA SE NE SONO TROPPE?




Arrendersi, lasciarsi andare! Dopo che si son provate tante strade per uscirne da una crisi lavorativa? Oppure personale?  O forse conflittuale? Ma quale che la crisi sia, riguarda te e la tua persona. Perché se ne parli con gli altri, amici e parenti (di cui ti fidi!), mal che vada ti prendi una dose di incoraggiamento. "Non dire così...dai che poi passa... non fare così, reagisci, forza!"
"Già"Tanto voi non siete al mio posto....Provate a mettervi nei miei panni!" Vorresti dirglielo, e poi però pensi "meglio stare zitti... magari mi limito a pensarlo tra me e me. Se no, finisce anche che si offendono!"
Magari non ne parli per niente e con nessuno! Perché "sei uno/una che se la cava"...E 
se la deve cavare da sé, perché è così che è sempre stato! "Sei li a ripeterti che ce la 
devi fare; che devi andare avanti, a testa alta...anche se intimamente la testa "è giù"con tutte quelle cose che ti portano giù giù, come in un vortice ...Non le vorresti.
Non era così fino a qualche tempo fa. Forse soltanto ieri non te lo saresti nemmeno immaginato...Ma oggi? Non funziona.  E tutti quei corsi? Ricerca la tua autostima; Cambia la tua vita; Le 10 regole del successo! Se non vinci, non vale!  Devi solo provarci! C’è un leone dentro di te, risveglialo!...:(
 Belli! Interessanti… Illuminanti… Senonché oggi neanche quelli contano per lo stato in cui ti trovi. Parole parole parole bla-bla bla-bla... L'unica domanda, potente, che passa è semplicemente”  E ora che faccio?”. Perché ti rendi conto di essere come in una trappola, una stanza con la porta blindata... che se non hai la chiave giusta, non  esci!
Un topo in trappola... Hai sempre pensato di essere una persona razionale oppure  una persona d’azione. Ora però le cose ti appaiono diversamente. Adesso, ciò che ti sta capitando è davvero troppo. Che succede? E cosa succederà, soprattutto...

Vediamo un po’ che cosa bolle in pentola…
1)     La verità è che le nostre emozioni hanno ragione e non possiamo ignorarlo né costringerle perché diventerebbero come un gatto chiuso dentro ad un sacco che se tu hai tenuto stretto non appena si apre un piccolo foro, schizza fuori e ti graffia! Eppure è proprio questo che facciamo quando abbiamo a che fare con le EMOZIONI. Le razionalizziamo...Le traduciamo in una lingua intraducibile ed impossibile, dato che il linguaggio che esse parlano non è certo quello della ragione!
2) Infatti, il secondo punto è questo: come incoraggiare o accettare questo stato 
“  emozionale” se non conosci il suo linguaggio? Ossia i modi per parlare di emozioni. D’altronde le emozioni non parlano, le emozioni si sentono: nel corpo che vibra e si tende, Nella muscolatura che si contrae; nel respiro che si accorcia e che manca; nel cuore che batte forte come un cavallo che scalpita! Quando non lo vorresti le senti nelle braccia, nelle gambe; nella testa e attraverso i muscoli della tua faccia, quando esse parlano per te agli altri che le vedono, espresse e stampate sul tuo viso.
 Parlarne, poi, agli altri? Complicatissimo! Il rischio è il conflitto, perché se taci si vede ciò che pensi e se tu esprimi, il risultato viene da sé.
3) Il terzo punto è che non è possibile affrontare le emozioni se non hai gli strumenti giusti.
Renditi  conto che non potrai mai affrontare le emozioni se non hai le chiavi giuste 
per aprire la porta"blindata" a questa dimensione emozionale fondamentale e sulla quale, in certe situazioni, non hai nessun tipo di potere... L'unico potere che hai è quello di "scoprire" che ci sono, per così dire, degli attrezzi utili per affrontarle... Come  istruzioni per l'uso. 

 4) Attrezzi per affrontare le emozioni: istruzioni per l’uso.
Prova ad immaginarti un percorso stradale nel quale, ad un certo punto, ti trovi davanti ad un semaforo rosso. Secondo il codice della strada tu hai appreso che  è un segnale di arresto. Bene, il codice emozionale stabilisce che un’emozione  “ forte “, come per esempio la rabbia, sta ad indicare un semaforo rosso. Esattamente come allo stop che ci diamo riconoscendo il colore rosso: allo stesso modo bisogna fermarsi e chiedersi "cos’è che tiene fermo il percorso? Che senso ha quel " semaforo rosso": che significato ha per me? Che tipo di messaggio mi sta veicolando la rabbia con le sue tensioni e vibrazioni del corpo, delle braccia, della faccia contratta ed arrossata “ infuriata “. Cosa bolle in pentola? 
Quello che devi chiederti è perché stai provando quella emozione. Dove ti vogliono portare queste messaggere, a quale svelamento, a quale scoperta?

5)Sentimentalizzare:la chiave giusta per comunicare con le emozioni.
Certo è che tu non potrai mai smettere di sentire che in 12 millesimi di secondo la rabbia ti potrebbe portare via come un fiume in piena! È però anche vero che oltre, ad un livello più alto, le emozioni sanno entrare in relazione, per così dire, parlano con la ragione, con le cognizioni; con i ricordi, con l’attenzione e la concentrazione:ossia con altre attività della tua vita mentale. Ecco, è in queste circostanze che possiamo diventare sentimentali: ossia guardiamo le emozioni, le osserviamo, ci facciamo delle domande su di esse; sul loro significato;sui messaggi che ci vogliono dare e quindi, in questa parolina "sentimentalizzare", c’è un mondo potenziale da esplorare e del quale prendere consapevolezza. 
Allora, se è vero che ancora quelle emozioni ti arriveranno in quei fatidici 12 millesimi  di secondo, e anche tuttavia vero, che nello stesso momento o in altri momenti, avanzerà il ricordo dei sentimenti provati . E quindi, da un’altra parte ed a un livello più alto, questa esperienza percettiva avanzerà insieme a quell’ emozione. Ed allora, il confronto tra queste due esperienze potrà ridurre l’intensità della rabbia e del risentimento.
 Apprendiamo così che emozioni e sentimenti sono il nostro patrimonio umano e relazionale che ci permette di aumentare la nostra intelligenza emotiva e relazionale: ossia la capacità di risolvere i problemi e rafforzarci attraverso le relazioni con gli altri...Nel nostro mare in tempesta. Diventando noi stessi come marinai che quel mare in tempesta, lo governano.

;) Continua a seguirmi...

mercoledì 21 novembre 2018

"Quando arriva l’inverno per fare Ben Essere, la psico*nutriment*azione".




Quando nutrirsi è meglio che mangiare
Quando ci riferiamo alla alimentazione, dobbiamo considerarla da più punti di vista: dal punto di vista nutrizionale calcoleremo il valore dei “nutrienti” contenuti nel cibo, con il Processo metabolico che li trasforma per garantire l'ENERGIA VITALE al nostro organismo. 
Oltre all'alimentazione che ci nutre e che nutre il nostro sistema immunitario, le difese del nostro Psico-Organismo sono attivate da altre fonti nutrizionali. E vediamole!

Come nutriamo il nostro Sistema "CorpoCuoreMente"
Di fatto, quando parliamo di nutrizione, dobbiamo pensare alla parola "nutrizione" in tutta la sua ampiezza e pienezza, riferendola alle Relazioni attraverso le quali facciamo esperienza della vita sin da subito, come esseri umani che si formano in grembo materno. Infatti è così che tutti noi veniamo al mondo:attraverso questo ambiente con il quale entriamo in relazione. La Relazione si attiva e prende"corpo"da subito, attraverso la prima formazione in grembo materno
Le relazioni  costituiscono i nutrienti di base, cioè fondamentali alla formazione del nostro "ESSERE": fondamenti "affettivi e cognitivi" dei quali non possiamo fare a meno. Per meglio dire, le relazioni ci nutrono e promuovono la nostra Salute emotiva e cognitiva; la nostra intelligenza emotiva.Il nostro  benessere ed equilibrio dei quali siamo potenzialmente  "portatori “sani”.
C’è, infatti, un processo del nostro sviluppo evoluto che ci dispone a realizzare il nostro potenziale: a condizione, tuttavia, che veniamo “nutriti” nei modi equilibrati, ossia che ci garantiscano lo sviluppo  delle sostanze vitali che producono ENERGIA AFFETTIVA  MOTIVAZIONALE.

In quanti modi dunque ci nutriamo? Ma, soprattutto, in QUALI modi? 
Gli stimoli che accompagnano la nostra esperienza di mondo ai quali veniamo disposti comunque nell’ arco della nostra vita, possono essere ricchi: perciò favorire i fattori del nostro stare bene, sprigionando la potenza dei potenziali messi in pratica; ma possono essere anche poveri, ossia impedirci di raggiungere la realizzazione di aree di potenziali di cui siamo portatoriPensiamo alle emozioni! Quanto esse favoriscono il nostro benessere e vitalità! Nell'approccio multidisciplinare , ossia di discipline differenti che si confrontano e collaborano, è stato dimostrato e divulgato da molti di studi che lo confermano. Molti altri studi accertano però anche il contrario!

Quanto possono mal nutrirci le nostre emozioni? 
Quando producono ansia ( l'ansia è un disturbo delle emozioni), le nostre emozioni, quali rabbia e paura, sono la causa di un tipo di stress molto temuto, quello psichico: non solo esse riducono le nostre difese "psicologiche". Il danno che esse fanno è quello di influenzare il nostro sistema immunitario, disponendoci così alla malattia. Se poi realizziamo che cervello, cuore ed intestino comunicano in un Sistema di sotto-sistemi ( cervello, cuore ed intestino appunto ), allora ci rendiamo conto del circolo vizioso del malessere.
L’ansia prodotta da emozioni rabbia e/o paura arriva direttamente al nostro corpo attraverso una scorciatoia che il nostro cervello emotivo (cervello arcaico) immediatamente segnala al corpo. Procurando una risposta adrenalica (dell’adrenalina) ed ormonale cortisolica (del cortisolo) :in questa condizione, lo stress emotivo prolungato è in grado di far saltare la risposta immunitaria, perciò siamo più pronti ad ammalarci, a soccombere a queste ”tempeste emotive”.
In tali casi non vale nessuna ragione o ragionamento: senza sapere il ”perché”, noi proviamo l’emozione assoluta, in tutta la sua irruenza:un fiume in piena che allaga e dilaga e tracima! Dentro di noi e fuori nelle relazioni con gli altri!

Ma il Cuore ci preserva!
Possiamo “imparare” a trasformare la risposta emotiva dell’ansia? Ad agirla senza subirla?
Si che possiamo! La scorciatoia “strategica” della scorciatoia del cervello emotivo, sta nel ricercare la coerenza del nostro cuore. Imparare a “comunicare”, semplicemente a parlare, con il nostro cuore. Nel modo più elementare possibile!
Imparando a re-impostare il nostro RESPIRO.
Ritornare a considerare i due importanti momenti, le due fasi, della respirazione: inspirazione ed espirazione.
Concentrandoci sulla inspirazione fonda e profonda e sulla espirazione fonda e profonda, siamo in grado, anche in una manciata di secondi (opportunamente allenati!), di rientrare nella “coerenza cardiaca”. Il cuore regola il suo battito con un’onda regolare.
Concentrarsi sulla respirazione fa cambiare il nostro percorso emotivo: l’emozione riprende a comunicare con la neocorteccia, il nostro cervello nuovo evoluto. Così facendo, ci mettiamo in contatto con le ragioni e le motivazioni di quella emozione; ne esploriamo gli aspetti ”sentimentali”; ragioniamo sui nostri “sentimenti”.
 E questo è un atto completo e coerente, che fa comunicare cervello corpo e cuore: riprende il percorso evoluto che viene consegnato a ciascuno di noi quando “conosciamo”. La coscienza( consapevolezza) ce la giochiamo tutta lì in quella messa in pratica della conoscenza.

Note dell’autrice: la divulgazione è una modalità cui mi ispiro da molti anni per realizzare un Progetto di cura e sviluppo dei fattori della Salute ed Equilibrio Emozionale come base per la Salute della Persona.
Il mio ultimo libro “Nutri*Ment*Azione, il segreto della vitalità sta nelle Difese psicologiche insieme a quelle immunitarie”, scritto in collaborazione con l’Immunologo Angelo M. Di Fede, è una semplice ma anche efficace carrellata degli ultimi 3 anni di conferenze; incontri e workshop di PsicoImmunologia realizzati insieme .
Il lettore interessato al libro può richiedere info al mio ind.post: annamaria.agnano@gmail.com


mercoledì 10 ottobre 2018

RISVEGLI D'AUTUNNO


RELISIR D'AUTUNNO

 Risvegli d’autunno 

Negli anni 60 lo studioso israeliano, sociologo clinico, A.A.Antonovsky, realizzò uno studio su gruppi di donne di etnie diverse che avevano  in comune  la menopausa. Dallo studio emerse che le donne uscite indenni dall’ Olocausto non rilevavano  le manifestazioni relative alla condizione di squilibrio ormonale, tipico della menopausa, rispetto a donne che pur non avendo vissuto eventi traumatici, ne erano invece affette.

Gli studi d Antonovsky  continuarono con  i suoi  collaboratori nell’ arco di un  trentennio, mettendo in evidenza la condizione di  resilienza “ per la quale, al di là degli eventi traumatici ciò che emergeva come determinante era la differente reazione soggettiva e, nel caso delle donne della ricerca, la capacità adattiva di reggere agli sforzi che esse avevano vissuto. Dalla loro ricerca ad oggi, si è sviluppato  l’approccio salutogenico  come un Modello di promozione dello sviluppo dei fattori di Salute. Che cosa significa “sviluppo dei fattori di salute”? Che noi potenzialmente siamo capaci di adattarci  agli sforzi che l’ambiente, interno ed esterno, ci richiede, sviluppando risposte resilienti e salutari (dette COPING) a prescindere dalla situazione estrema e o rischiosa nella quale ci troviamo. Attraverso uno stile evolutivo che nell’arco di 120mila anni ha caratterizzato lo sviluppo umano, sociale in particolare.
Se dunque la menopausa rappresenta un periodo difficile e complesso, con effetti “stressors” importanti dal punto di vista dello squilibrio ormonale che essa comporta, considerando la RICERCA DEI FATTORI DI SVILUPPO DELLA SALUTE, possiamo definire che in questa condizione seppure critica, possono essere messi in campo i fattori salutogenici per i quali la risposta adattiva della donna, potrà risultare efficace e combattiva nel contrastarne  lo stress.  Come a dire che la conoscenza attuale di come il nostro organismo sia in grado di funzionare anche in situazioni estreme, ci permette di migliorare la nostra qualità di vita e risposte di adattamento in situazioni di particolare sforzo psico-fisico e relazionale.

Ma che cosa succede ad una donna nel periodo della menopausa?
In questa condizione è l’equilibrio ormonale che viene modificato ed in particolare, per entrare nel merito di questa condizione” estrema “, dobbiamo considerare  come sia l’assetto dell’equilibrio intestinale a essere modificato per il cambiamento degli ormoni che fino a quel momento hanno neuro-modulato l’equilibrio immunologico intestinale. Sostanzialmente, a  causare questo squilibrio è la riduzione di  serotonina che, come evidenziato dall’attuale ricerca immunologica, viene  prodotta all’85% nel nostro intestino. In particolare, sono le cellule cromaffine con la loro risposta immunitaria, a produrre questo importante neurotrasmettitore che governa il processo digestivo, con il senso della sazietà e la peristalsi intestinale, ossia il movimento che permette l’evacuazione. Il cambiamento dell’assetto ormonale provoca, quindi, stipsi ed alterazione della flora intestinale. E così come la serotonina prodotta nel cervello dall’ attività dei neuroni per il nostro equilibrio umorale, allo stesso modo, nel nostro intestino la serotonina prodotta serve a regolare l’umore intestinale.

e ricordiamoci quanto è fondamentale la serotonina prodotta dall’attività dei neuroni che comunica con quella intestinale, in una comunicazione diretta e bidirezionale che influenza l’una l’altra.
Infatti, la serotonina regola il buon umore “emotivo” ed influenza quindi la nostra “digestione emotiva” degli eventi che viviamo, influenzando il loro impatto sulla nostra vita. Possiamo dunque pensare che  la buona comunicazione tra questi due cervelli, che di regola mantiene l’ equilibrio, in questo periodo, inevitabilmente, viene  alterata per le ragioni sopra evidenziate.

Il calo del desiderio sessuale
Accade anche che viene ridotta la produzione di un altro neurotrasmettitore, la dopamina, che regola il desiderio sessuale. Capiamo dunque che il nuovo, complesso, assetto ormonale, inevitabilmente, entra nella vita della donna in modo prepotente e ne influenza la percezione del corpo  e del riconoscimento di sé. Come riconoscersi in accumuli di adipe che, in particolare, coinvolgono la percezione del corpo, di un corpo che poco desidera e che può sentirsi poco desiderabile? Una condizione trasversale dunque: al di là della vampate, delle sudorazioni che sembrano scioglierti; dei risvegli improvvisi notturni, dell’ansia che ne può emergere e la percezione  di un cambiamento che coinvolge stati emotivi e fisici, essa irrompe nella tua vita e ti travolge...

Riformulare lo stile di vita con uno STILE DI VITA verso l'EQUILIBRIO EMOZIONALE per ripristinare l’equilibrio ormonale ed influenzare i normali apporti di serotonina.   
Oggi conosciamo molto bene l’influenza dell’alimentazione e dell’integrazione per favorire il ri-equilibrio ormonale, attraverso  uno STILE DI VITA orientato, come abbiamo visto nell’articolo del Collega immunologo, Dott. Di Fede che ha dato enfasi soprattutto alla PREVENZIONE, come scelta ottimale per “affrontare” il cambiamento in modo lucido ed equilibrato.
Ed integrando/interagendo, attraversando la mia esperienza e ricerca, la PROMOZIONE DELLO STILE DI VITA EMOZIONALE risulta un'autentica INNOVAZIONE!
Dal punto di vista “EMOZIONALE”,infatti, la consapevolezza emotiva può trasformare l’ansia di un cambiamento del corpo e del Sé, in una riscoperta di energia e di vitalità: scoprire le proprie emozioni, il valore che esse esprimono; saperle riconoscere ed incanalare, è acquisire la consapevolezza emotiva. Trasformando “un fiume in piena che se incontenibile tracima, e quindi dilaga ed allaga”, in “Energia sentimentale”, creativa ed espressiva, per prendersi cura della vitalità del corpo, de respiro del Cuore, con la capacità di scegliere di saper cambiare.

Articolo scritto per RELISIR MAGAZINE...Ed io aggiungo: NON SOLO CAPELLI!


venerdì 5 ottobre 2018

Perchè cerchi la chiave sotto al lampione se poi, a chi ti chiede dove l’hai persa dici " là, dove c’è buio…"



 Perché cerchi la chiave sotto al lampione se poi, a chi ti chiede dove l’hai persa, dici " là, dove c’è buio…"




Quante volte ci si ritrova sempre là, "a stare" in quello che si ripete…che non si vorrebbe…con gli stessi stati d’animo a ciò che si sente…Confermando le sensazioni e le  idee  sull’ impossibilità di cambiare…

Cristalli di vite riflesse, sentendosi "all'angolo" ogni volta nel "ripetere" se stessi con l'altro; le proprie risorse"arrestate"; l'incapacità di alzare lo sguardo da dove si sta, ripiegati su se stessi facendo, pensando ripetizioni; tentando di uscirne, ma, di fatto, rientrando ancora meglio in una performance "alla rinuncia" di sè; 
Ma è davvero impossibile svoltare l'angolo? 
Sottrarsi  allo sguardo dell'altro ; di "chi" sembra decidere chi non si può essere o diventare? E chi invece essere, e per sempre!
Ma siamo certi che quello sguardo esterno non sia il medesimo che si ricerca di sè? Rinnovato nell'essere sempre uguale a se stesso "di sé profeti" di ciò che si ri-verificherà, ancora ed ancora ed ancora!
Perché cerchi la chiave sotto al lampione? Se poi a chi ti chiede dove l'hai smarrita rispondi" altrove, dovè c'è buio!"

Cosa succede se gli schemi intrappolano le nostre "potenzialità" di crescere?

Gli schemi intrappolano l'anima e la coscienza più alta di noi; l'universo che ci portiamo dentro come "scrigno" di preziosi, con la sua chiave che c'è, ma non è lì dove si pensa; perché essa è nascosta. Bisogna ricercarla e senza smarrirsi. E se ci si perde? Fermarsi e attendere! Perché chi si ferma, avanza...                                          
E' l'intuizione che ci sposta da dove siamo radicati, e però l'intuizione è invenzione, una differenza, la differenza del noi. Nell'andare oltre le profezie, oltre i pregiudizi, anche quelli confortevoli che rassicurano e proteggono.

Sono pensieri rigidi su di sè e sugli altri; sensazioni ripetitive che orientano lo sguardo "cieco" che va dentro sé a ricercare ogni volta riflessi, cristalli che desertificano. Sono i modi di dire che diventano poi, modi d'essere e di sentirsi di non essere.
Ricercando gli specchi nell'altro ed in essi, riconoscendosi, ripiegare sulla rinuncia a sé eppoi cedere alla sconfitta.

Il Linguaggio ci forma e per-forma" modellandoci, o come statue o come forme fluide e plastiche nelle mani degli artisti che possiamo essere!
Sono fatto così; è sempre così che mi vanno le cose.Non posso farlo...E' impossibile. E' il mio carattere. Ho sempre fatto così...
Gli altri mi criticano...Vorrei farlo ma...Ci provo ma è inutile. Non posso cambiare... il cambiamento è difficile...Ci vuole fortuna...Gli altri non mi apprezzano...Non ho stima di me... Sono un insicuro/a
Quanti altri modi di pensarsi e raccontarsi, di porsi e disporsi verso sé e gli altri e il mondo?Quanti altri ne potremmo scavare?

Trasformarsi attraverso il linguaggio che trasforma certezze e certificazioni; un' operazione possibile?

Ne riparliamo, con approfondimenti prossimi.

Il mio ind: annamaria.agnano @gmail.com.: per approfondimenti e contatto
scrivimi che ti rispondo;)



mercoledì 3 ottobre 2018

QUANDO IL LINGUAGGIO CHE USIAMO CI USA... Se i modi di dire diventano i nostri modi di essere, che fare?





QUANDO IL LINGUAGGIO CHE USIAMO CI USA... 
SE I MODI DI DIRE DIVENTANO I NOSTRI MODI DI ESSERE, CHE FARE?


Dico che è troppo presto, ma poi che è troppo tardi...Non ho più tempo...Ho tutto il tempo davanti...Son troppo vecchio... sono troppo giovane...Non riesco, non ce la faccio...Se mi vuoi bene fai come ti dico...Fallo per me... Lo faccio per te...Mi fai soffrire...Ti amo da morire...Non ci voglio pensare...Ci devo pensare bene...Come posso decidere...Basta, decido!
E giù...Quanti e quali? Prova a pensarci!



Il linguaggio è la condizione nella quale ci formiamo dai tempi in cui, tutti noi, siamo nel grembo materno. Un ambiente che attraversiamo evolvendoci, crescendo nella forma e sostanza, nutriti attraverso il cordone ombelicale. Ed oggi, sappiamo con le  emozioni materne trasferite alle quali ci adattiamo; meglio o peggio, sviluppando la nostra prima impronta, l'IMPRINTING, al come reagiremo allo stress una  volta adulti; prima ancora negli anni della formazione. Anche con la possibilità di modificare il nostro percorso genetico attraverso uno stile di vita appreso, acquisito,  che ci permetta di influenzare il nostro percorso tracciato, evolvendolo;  in modo da modificare ciò che è scritto attraverso i nostri comportamenti, gli atteggiamenti e l'approccio stesso entro uno stile di vita scelto e riformulato. 
Il nostro DNA non definisce il nostro destino, le scelte di vita che faremo o le emozioni che proveremo. Il linguaggio però lo fa: ci forma e per-forma, costruendo per noi i presupposti di tutte le scelte, di tutte le decisioni, di tutte le emozioni che influenzeranno il nostro stare in relazione a noi stessi, agli altri, al mondo.


Quanto il linguaggio sotto forma di parola influenza il nostro modo di stare in relazione con noi stessi e con gli altri? 
Quanto influenza e condiziona i nostri sentimenti, il modo di sentirsi sicuri o insicuri; di farcela o non farcela in situazioni che, prima di ogni altra cosa, immaginiamo nella nostra testa, ossia rispetto alle quali esprimiamo la nostra "comunicazione interiore"; con domande e risposte che ci poniamo e che ci diamo; costruendo certezze che "certificano"le nostre scelte, permettendoci di andare avanti o fermarci; provare a farcela o rinunciare; accogliere gli errori ed imparare da essi; oppure fermarsi ad essi e rinunciare per sempre.
Ma siamo poi sicuri che il linguaggio interiore, familiare, ereditato ed acquisito, possa restare per sempre immodificato dentro di noi? Oppure possiamo cambiarlo? E che il nuovo dialogo trasformi ciò che abbiamo intessuto e tessuto su noi stessi, sulle nostre capacità e adeguatezza; sicurezze e fallimenti...

IL METAMODELLO

Smettere di "parlarsi addosso" e riappropriarci del linguaggio efficace per volgere la nostra vita. Questo è il Metamodello: una importante tecnica "strategica" che ci consente di accedere ad un linguaggio più profondo, di relazione, ossia rispetto al quale re-impostare la relazione con noi stessi; rendendo nuove le vecchie aspettative, verso prospettive innovative perché da esse si rinnovi la nostra identità. Un processo, quello della nostra identità, che evidentemente non è statico, ma dinamico e che percorre la nostra esperienza di vita con l'esperienza promossa attraverso i sensi; verso una costante condizione di presenza, attuale; con una rinnovata capacità di superare le etichette delle parole; i preformati e presupposti e quindi i pregiudizi che categorizzano il nostro modo di essere. Per determinare chi possiamo diventare attraverso il linguaggio rinnovato più profondo del quale riappropriarci.




Vuoi saperne di più? Ti interessa approfondire?
Scrivimi al mio ind: annamaria.agnano@gmail.com