venerdì 25 settembre 2015

E' DAVVERO INEVITABILE AMMALARSI?

Con la conferenza di Ottawa (Canada, 1986), 29 anni fa per l'esattezza, l'’organizzazione mondiale della Salute (OMS)aveva discusso e redatto il DOCUMENTO FONDATIVO DELLA PROMOZIONE DELLA SALUTE  SECONDO l’APPROCCIO SALUTOGENICO* (A.Antonovsky,1979),
 coerentemente alla definizione di Salute che viene descritta come
 "...stato di completo ben essere fisico, mentale e di competenza sociale”(OMS, 1948)".
Dal 1948 dunque l(OMS ha definito cosa deve essere la Salute e come deve essere PROMOSSA!E promuovere è ben oltre che prevenire...Pro-muovere vuol dire che si va a sviluppare una serie di fattori che si sono valutati come scientificamente validi per fare salute; che la salute è dentro di noi; che siamo in grado di resistere e risalire anche di fronte agl URTI  più gravi e terribili della vita.Ossia che possiamo STARE BENE e GODERE DI SALUTE E GENERARE SALUTE! 
E che il Modello di Salute pubblica deve essere perseguito ed applicato dalle politiche di un modello sociale politico ed economico fatto per il BENESSERE della persona e della collettività!Proprio come secondo la dichiarazione dell'OMS del 1948!
Perché non è stato realizzato un Modello di Salute pubblica                   

Gli addetti ai lavori, gli esperti, si spiegano che a non portare avanti questo importante documento, sia stata la mancanza di un'organicità; la chiamano framework ! Con problemi interni al movimento della promozione alla salute(IUPHE,2007; Hills and Mac Queen, 2007). 
Tutti i riferimenti per chi volesse approfondire, sono linkati in fondo alla pagina.

Come nasce la Salutogenesi
 Siamo negli anni 60 ed  A.Antonovsky  PhD, (December 19, 1923 – July 7, 1994) sociologo americano- israeliano, riceve dal suo governo l'incarico   per uno studio sociologico sulla relazione tra  stress, salute e benessere. In particolare, lui  seleziona  l'adattamento delle donne alla menopausa, scegliendo donne di diverse etnie, tra cui quelle ebraiche che erano sopravvissute ai campi di concentramento: e cosa rilevò il suo studio, con sua grande  sorpresa? Che queste ultime erano riuscite ad adattarsi anche alla menopausa, rigenerandosi e ricostruendo la propria vita. Ancora una volta e nonostante TUTTO quello che avevano vissuto con l'Olocausto! A.A.mise in evidenza che a funzionare bene erano state le Risorse Generali di Resistenza (General Resources of Resistance): era qui che si giocava la partita! E si gioca tutt'ora...

"Perché alcune persone in presenza delle medesime gravi condizioni avverse rimangono in buona salute, mentre altre si ammalano? Perchè “stressori” (agenti stressanti) anche molto intensi non sono sempre patogeni? Che cosa mantiene le persone sane? Che cosa fa muovere le persone nel continuum salute-malattia verso il polo della salute piuttosto che verso il polo della malattia?"*
*Queste domande diventano un  suo motore di ricerca per 30 anni e già nel '79 A.A.elabora il concetto di "SENSO DI COERENZA" che diventerà una teoria ed un questionario, SOC, per indagare lo stato di Salute, tradotto in 33 paesi in tutto il mondo.

Il fiume della vita: siamo in un flusso in cui la salute è esattamente dentro al flusso stesso
Il fiume è una metafora dello sviluppo della Salute. Secondo Antonovsky, il rischio di ammalarsi è simile alla caduta in un fiume. Pertanto non è costruendo ponti che la medicina può abbattere il rischio. In tal caso, essa si limita solo a curare le persone che sono già cadute nel fiume!   Invece, lui pensa che  le persone devono essere aiutate ad imparare a nuotare (Antonovsky 1987). Anni dopo, due autori, Eriksson e Lindstrom (2007) invece, usano la metafora del fiume come il flusso della vita in cui dobbiamo imparare a nuotare...per non cadere nella cascata (che rappresenta la morte e la malattia) 
(passando così da un modello della medicina che cura ad uno della Educazione e promozione della Salute che permetta alla "persona di prendersi cura di sé".

Educazione alla Salute e promozione della Salute
Fare l'ABC della salute: educare per mettere le persone in grado di prendersi cura  (ritornando alla metafora del fiume, si tratta di insegnare a nuotare!). Promuovere la salute significa considerarla come un diritto della persona.  E perciò la società civile se ne deve far carico, non la medicina che cura la malattia quando questa si presenta; soprattutto occuparsi del benessere e della qualità della vita. Intervenire per favorire la percezione della Salute nelle persone.
"La promozione della salute è un processo culturale, sociale, ambientale, economico e politico. L’approccio salutogenico ha proprio come obiettivo, quello di rafforzare il potenziale di salute delle persone in modo che la buona salute sia il mezzo per avere una vita felice e produttiva. La Carta di Bangkok per la Promozione della Salute è il primo aggiornamento della Carta di Ottawa (WHO, 2005)".                                                
Il concetto chiave che A. Antonovsky elaborò come teoria nel 1979 è quello del SENSO DELLA COERENZA: sapere di avere un orizzonte di vita e percepire il proprio futuro;saper comprendere la realtà in cui viviamo; saper trasformare gli eventi dolorosi e stressanti sottraendosi alla loro influenza e fronteggiarli usando i coping, ossia modi, strategie creative di resistenza.Ed aumentando i propri spazi di manovra...(Continua... :-)

 AnnamariAgnano


Approfondimenti
link:http://allegati.usl4.toscana.it/dl/20140422155503786/Salutogenesi_2008 
Eriksson_Lindstrom.pdf

http://annamariagnano.blogspot.it/2015/09/la-scienza-per-strada-la-gravidanza.html


*"Antonovsky scoprì che non è l’agente patogeno in sé a creare la malattia, ma é nel suo confronto con le Risorse Generali di Resistenza (General Resources of Resistance) che si gioca la partita. Esse si riferiscono alla proprietà di una persona o di una collettività di attuare un coping(modo di affrontare le avversità ed i problemi) positivo rispetto ai fattori di stress innati nell’esistenza umana" 


*Il termine salutogenesi è formato dalla parola latina salus, salutis = salute, e dalla parola greca genesi = origine, inizio, derivazione.

sabato 12 settembre 2015

la Scienza per Strada : " La Gravidanza Leggera"



LA GRAVIDANZA LEGGERA

Cari Amici, Ben ritrovati, dopo qualche post fa!


A distanza del  post del 9 Marzo 2014*:PSICOIMMUNOLOGIA: 
"La Scienza per strada",
eccomi qui, a raccontare la storia di un Gruppo di persone, medici e non; psicologi e non, terapeuti, che INSIEME  stanno cercando di fare un PERCORSO: mettendo le loro conoscenze e specialistiche, competenze e voglia di ricercare; con uno spirito "di confronto e di integrazione". Convinti di poter meglio fare insieme:co-operando, collaborando; uscendo dai nostri personali "orti" come si dice; dalla certezza della propria bravura ed infallibilità; o dal puro interesse a sviluppare "solo"il proprio percorso individuale. Per fare, invece, attraverso una modalità comune e condivisa, la Scienza per strada; che cammina con le persone; che le prende per mano, orientandole... perché SI PRENDANO ESSE, CURA DI SE'.

Trasmettere, divulgare, affidare alle persone che vogliono far parte del PERCORSO . Non soltanto ascoltandoci parlare di Salute; certo, noi  Esperti abbiamo le "formule";e queste, però,sono magiche solo se intervengono le persone; la persona che "fa la sua Salute" insieme a noi. Ed un terreno fertile, lo coltivi se lo prepari alla semina; se lo idrati, concimi, togli gramigna...Così mi dice un agricoltore dei nostri tempi ché "è biologico e fa biodinamica".

La "scienza per strada" richiede medici, terapeuti e scienziati "INSIEME" illuminati, che condividano a monte la visione di una SALUTE comune. Il BENEDITUTTI .E questo , però, lo fai INSIEME. E affidando alle persone se stesse!
Lo ricorderò sempre e mai vorrò dimenticarlo: quando 4 anni fa ho fatto io stessa un intervento importante e "tosto", il chirurgo 
Dott.B. Violante, Ortopedico di Napoli, dopo aver guardato le mie lastre mi disse" Annamaria, nessuno di noi chirurghi, io o i miei colleghi, ti devono operare. Sei Tu che ti devi operare: solo da Te può nascere questa profonda decisione...Certo è a noi che devi affidarti...Ma prima a Te! Mi chiedeva di prendermi cura di me, mi spiego?
Io avevo paura e certo non collaboravo né con me stessa, né con chi si aspettava che io mi affidassi.

Oggi è la consapevolezza operativa della persona a "farle prendere cura di sé", e ciò diventa il frutto di conoscenza e scienza che scendano nella vita; negli stili di vita e di relazione del singolo e dei gruppi; per calarle nella pratica quotidiana, nei piccoli gesti o meglio, nel moltiplicarsi dei gesti "verso lo  sviluppo dei fattori della Salute". 
E non solo cibo ed alimentazione; non solo prevenire per non curare. Non solo programmi e protocolli; non solo cura e salute contro incurabilità e malattia. Si alla prevenzione e però c'è dell'altro:"in Noi esiste la malattia e la guarigione" (Angelo M. Di Fede , Immunologo di Parma); il dolore che ferisce e quello che diventa stimolo per uscire, cambiare e crescere (Questa è mia!) 
Se non sintetizziamo gli amminoacidi con i quali tenere in funzione i processi che ci permettono di riparare i danni tessutali, come ci dice Paolo Mainardi (Chimico - Fisico e Ricercatore di Genova, che ha fatto importanti ricerche  sulla correlazione tra  metalli pesanti e psicosi infantile), i tessuti non vengono riparati e quindi segue la malattia. 
Anche l'ansia e paura sono "funzionali" per rispondere meglio, e adattarci, ai "cambiamenti"; a reagire con ARDORE! Ma se in eccesso, prendono risvolti patologici. Che  possono "ardere" ed invalidare la vita!

Ecco dunque perché un GRUPPO di  Noi Esperti di campi differenti, con una formula integrata, vuole APRIRE lo sguardo terapeutico ed incentivare la formazione ed informazione per  una CULTURA DELLA CURA DI SE'; "pensare" alla persona come TUTT'UNO: stratificata ed attraversata da relazioni strette tra mente cuore e cervello;con la mente che non è nella testa ma fuori,
come dice il neurofisiologo F. Varela. Che "anima",  tra ambiente e relazioni, risposte adattive efficaci; con la capacità di acquisire con intelligenza ed in primis, la responsabilità di prendersi cura di sè.

Non scopriamo nulla di nuovo. La medicina cinese già 4mila anni fa sapeva approcciare in modo "olistico"la cura alla  malattia con un occhio alla "guarigione"
Oggi, Colleghi illustri e meno visibili, stanno facendo un lavoro di ricerca e di cura.  Le conoscenze, a prova scientifica o in via di ricerca, sono strabilianti...Quanto conosciamo di più!

E tuttavia, la nostra Intenzione è di muoverci in uno stesso, unico terreno in cui la biodiversità, lo vediamo,  costruisce la vita che continua. Una gran bella idea...di cui prenderci "CURA" per metterla in cammino.

UN CARO AUGURIO al GRUPPO dell'ASSOCIAZIONE 
PSICOIMMUNOLOGIA ITALIANA "DifendiAMO La Salute".

lunedì 9 marzo 2015



PSICO-IMMUNOLOGIA: 
"PERCORRERE LA SCIENZA PER STRADA"


Un post tutto speciale, questo!



Evidentemente abbiamo bisogno,"Noi illuminati...?" dalla scienza e conoscenza, di praticare una "SCIENZA PER STRADA" calandola tra la gente, informando e formandola!
Ascoltando la biologa nutrizionista dott. Carla Marzetti , mi si sono sviluppate onde energetiche moltiplicate.
Il contributo di Carla Marzetti è iniziato con una ripresa di Rita Levi Montalcini che rispondeva semplicemente alle domande di un gruppo di giovani scienziate, sedute a terra, intorno a lei, seduta su una sedia da giardino, in un parco immerso nel verde; vecchia e luminosa come la "vera stella": la più luminosa, SIRIO!
"Come è riuscita?" Come ha fatto?" ...Una richiesta semplice e preziosa per imitarne l'opera e l'impegno...Le chiedevano di più che una lezione magistrale: di essere per ciascuna, una GUIDA LUMINOSA"!
 " Sono stata prima di tutto un'artista...creativa e mi sono lasciata guidare dall'arte, dalla fantasia...dalla mia immaginazione, nel fare il mio lavoro di ricercatrice! E se vi devo dire, è stata mia sorella ad ispirarmi, lei sì che è stata una grande artista..."
Un'emozione fortissima la mia, mentre ascoltavo lo scroscio di applausi.
E poi, subito dopo, sono seguite la forza delle parole di Carla M. che spiegava la possibilità di "analizzare il sangue con un prospetto di luce, attuale ed attuabile nel suo laboratorio, grazie ad un microscopio evoluto che le permette di fare una lettura previsionale di patologie future! (Chi ne volesse sapere di più, può trovare cercandola con il semplice clik...dove e come opera nel suo laboratorio di Val Sambro di Bologna)).
Parole di speranza, di fiducia e determinazione, le sue. Quelle che TUTT* NOI vorremo sentirci dire quando viene il momento del dolore, della malattia, nostra o di chi ci è caro!
Ed allora, mentre attendevo di dare il mio contributo sulla "PERCEZIONE SOGGETTIVA DELLO STRESS" ( è così che avevo deciso di comunicare con i partecipanti, toccandoli nel vivo di una possibile e diretta partecipazione!), sentivo intimamente che il Progetto Psico-Immunologia mio e del prof. Angelo M. Di Fede, andava esattamente nella stessa direzione "luminosa "; esattamente come quella piccola e travolgente donna scienziata ci faceva vedere attraverso il suo microscopio. 
Con la stessa generosità e luminosità che Rita Levi M. ci trasferiva con forza, come se fosse presente nella stessa stanza, con noi.
Eravamo lì, io e Angelo M. Di Fede, immunologo di Parma,  per diffondere un linguaggio scientifico a tutte le persone e per PROMUOVERE il ben Essere della Salute, a partire dalla nostra  capacità di collaborare "lavorando insieme" e con il confronto delle nostre reciproche conoscenze: e soltanto così in una visione di progresso della conoscenza! Alla fine, un partecipante, "Atos", ha espresso apertamente la sua soddisfazione 
"perché  gli erano arrivate le risposte che cercava in quell'incontro di divulgazione di buone pratiche per prendersi cura di sè...tra malattia e salute! Sono venuto qui perché sto cercando dei buoni motivi per smettere di fumare...molti anni fa avevo smesso per 3 anni...E poi ho ripreso ed ora vorrei riprovarci...ma?! Vorrei cambiare, dico a me stesso...ma non so come fare a cambiare!" Finalmente uno spazio e tempo per sentire come realizzare il mio bisogno di entrare in contatto e rapporto con il mio dolore...con i miei sentimenti...Con le mie paure!"

Questa, la sua testimonianza e delle persone che senza dirla a parole,  la manifestavano silenziosamente, assorte e concentrate: preparate a voler conoscere, essere in...formate. Già: cioè a dare forma alla conoscenza...farle prendere un percorso consapevole 
ed intelligente!
Per diventare "abili"e "competenti" nel cercare le loro risposte nel sapersi promuovere come "artefici" del loro destino; ed alleati della loro Salute! Finché c'è; o quando essa è a rischio...!O quella delle persone care...
Un mondo scientifico "razionale ed illuminato" non può che promuoversi attraverso  il confronto ed il lavoro di gruppo; di discipline diverse che sappiano mettersi per strada, in mezzo alla gente. Collaborando e trovando nei loro specifici linguaggi e visioni, la creatività ed immaginazione, che sono basi della vera scoperta scientifica.

                                                    "Per fare un albero ci vuole il seme..."
La Vostra AnnamariAgnano



martedì 24 febbraio 2015




PSICO-IMMUNOLOGIA
LE DIFESE IMMUNITARIE E LE DIFESE PSICOLOGICHE: UN UNICO SISTEMA IMMUNOLOGICO



Oggi anche la medicina più avanzata si sta occupando delle emozioni ed in particolare, lo fa attraverso l'approccio multidisciplinare, ossia di varie discipline che insieme studiano per scoprire nuovi contributi a vantaggio della salute e del benessere della persona. 
Gli studi di ultima generazione, definiti  come pnei (ho già  evidenziato questa tipologia di studi nel post "W l'Eu...stress" del 24/09/14) sono fatti da varie discipline che si incontrano e confrontano; per affrontare la patologia, la cura e la
salute di cui  l'organismo umano è capace. Il tema di oggi, molto interessante, è quello relativo ai temi della malattia, alle possibilità della guarigione, rivisitate in un confronto tra psicologia e l'immunologia. 
In una domenica di Gennaio, attraversando un suggestivo paesaggio innevato tra Modena e Parma, ho incontrato ed intervistato il Dott. Prof. Angelo R.M. Di Fede, Allergologo e Immunologo di Parma.
Il suo primo concetto chiave è che i segnali della malattia sono molteplici ed è  il Nostro Sistema Immunitario a inviarceli. 
Secondo la sua lunga e significativa esperienza medica, integrata dai più recenti ed avanzati studi ad evidenza scientifica, sapute riconoscere, quindi intercettate e decodificate, queste segnaletiche "protettive"possono permetterci di bloccare la malattia. Questo è un possibilissimo obiettivo: per la  persona che considera i suoi segnali ; per il medico soprattutto che li "sa cogliere e inquadrare"!


Le Emozioni sono al nostro primo oggetto di incontro e confronto. In particolare parliamo di ansia e paura; del controllo dell'ansia, della paura. E quindi, della "NECESSITA/ POSSIBILITA' di imparare a RICONOSCERE GESTIRE L'ANSIA. e le EMOZIONI!
L'ansia e paura, in questo intreccio di domande e di confronti che le reciproche discipline ci permettono, le riconsideriamo in una valenza del tutto positiva: lui, da immunologo interpreta l'ansia come un primordiale campanello d'allarme che segnala la patologia in corso da parte del sistema immunitario. E quanto mai, Egli conferma la necessità di "avvalersi dell'ansia" intercettata e da interpretare, come una comunicazione intelligente del nostro organismo: capabile e resiliente (riferimento al post su resilienza e leadership integrale del 23/04/2013) nel quale sono indelebilmente scritte la malattia e la guarigione; la salute; come effetti di conoscenza e consapevolezza da parte di ciascuno di noi. E della medicina avanzata e illuminata che vuole diffondersi, coinvolgere la persona e non solo nella malattia, quanto nella Prevenzione. 
Il Dolore, altra segnaletica che ben oltre la sua soppressione, va individuato e riconosciuto in quanto portatore utile e funzionale del nostro meraviglioso sistema unico, in cui le cellule intestinali si connettono con quelle del cervello, del fegato, del polmone, dei reni, etc. Le difese immunitarie sono all'80% proprio nell'intestino: nella flora intestinale, oggi definita da studi evoluti come Microbiota. E che le emozioni (la paura che controlla l'ansia; l'angoscia e il dolore; l'impotenza) si muovono in un sistema a feedback e quando siamo sotto stress (e quanto lo siamo oggi più che mai? ), non fanno altro che mandare in tilt questo perfetto e delicatissimo sistema di difese. Allora è necessario non toglierle le emozioni; non superarle con il farmaco! Entrare in sintonia con queste "sentinelle affettive" e comunicare con esse. E rafforzare anche quindi le difese immunitarie attraverso le difese psicologiche.

Dr.ssa AnnamariAgnano in collaborazione 
con Dott. Prof. Angelo R.M. Di Fede, medico chirurgo; 
Specialista di Allergologia ed Immunologia; Igiene e
Medicina Preventiva.

Puoi approfondire scrivendomi in mail all'indirizzo posta mail: annamaria.agnano@gmail.com 

martedì 16 dicembre 2014

TU CHIAMALE EMOZIONI!



TU CHIAMALE... EMOZIONI!


Da decenni gli studi sulla nostra mente dimostrano come essa sia un unicum con le nostre emozioni e sensazioni, anche quelle più primordiali e quindi non possiamo pensare che la volontà sia l'espressione di una mente razionale che prevale sul corpo e sugli istinti, controllandoli  come se questi siano pericolosi e inferiori.

Le nostre ricerche sul campo bene ci dimostrano che istinti ed emozioni non vanno controllati, ma gestiti e che è possibile indirizzare ed incanalare le loro energie verso una vita emozionale equilibrata che ci permetta di stare in uno stato di salute emozionale. E quanto questa c'entri con la salute del nostro corpo, ce lo comunicano ricerca ed evidenza scientifica.Una vita emozionale ricca influenza il nostro stato di salute e fa da prevenzione alla degenerazione e alla malattia. E non semplicemente: le emozioni condizionano il nostro stato di difese, e quindi possono sia rafforzarlo sia indebolirlo, provocando malattie, sia somatiche sia psico-somatiche.
Esse comunicano con il nostro sistema immunitario grazie ai mediatori o messaggeri ormonali e quindi sono in grado, in questo modo, di aumentare o ridurre i livelli di stress ormonale che influenzano le nostre difese immunitarie. Potremmo anche pensare che il sistema emozionale rappresenti un "sistema immunitario affettivo": se le emozioni sono riconosciute e gestite, passano come uno stato positivo e di buone difese emozionali in grado di influenzare quelle del nostro organismo e quindi permetterci di stare in uno stato di benessere psico-fisico. Al contrario, se le emozioni rappresentano stati di perdita di controllo, di malessere e sofferenza emozionale, sono fonti stressogene e producono stress psico-fisico, i cui effetti sono i disturbi e le malattie.

Avere emozioni positive, cioè stare in una condizione ottimistica aumenta lo stato di salute; le emozioni negative, invece, corrispondono ad una condizione pessimistica che indebolisce lo stato di salute.Gli studi appassionati del collega americano dott. MartinE.P.Seligman sull'impotenza appresa, hanno portato contributi decisivi per la conoscenza e cura della depressione ( in adulti e bambini).
 La psicologia positiva, quella sociale con le loro evidenze sperimentali, ci forniscono prove scientifiche delle modalità con cui le emozioni ci influenzano.Ed in più, evidenziano che le emozioni si comportano come "fiumi in piena che non possiamo arginare e contenere, possiamo soltanto farle defluire".Imparando così a gestirle.    
Pensiamo ad esempio alla rabbia, un'emozione molto diffusa che in modo improprio viene considerata come un carattere  o modo di essere di una persona o  ancora un modo per sfogarsi. La rabbia, proprio come la paura angosciante, rappresenta una condizione emozionale che a partire dall'amigdala, sede anatomica arcaica in cui viene prodotta, altera il nostro equilibrio ed agisce mettendo in scacco matto le strutture più evolute dell'area definita neo-corteccia pre-frontale( per capirci è quella definita d'impegno, il continuo confronto tra memoria ed esame dell'esperienza attuale sensoriale elaborata dalle nostre strutture cognitive). 

Un grandioso studio sulle emozioni è stato realizzato dal collega americano dott. Paul Ekman che ha evidenziato come le emozioni siano universali:ossia comunicate attraverso il linguaggio non verbale, oltre alla parola e quindi ben oltre alle numerose lingue parlate nel mondo, attraverso lo studio delle espressioni facciali.(chi vuole approfondire veda Studio sulle emozioni ed espressioni                                                               
è appunto "Felicità Emotiva".
Oltre alla psicologia, anche le scienze sociali* sono interessate al ruolo che le Emozioni occupano nelle relazioni sociali.
Se poi vogliamo allargare il raggio dell'esplorazione emozionale, allora dobbiamo parlare di intelligenza emotiva: un'organizzazione di sé che incanala l'energia emozionale in aree e sotto-aree del nostro sviluppo in cui troviamo uno stile espressivo che comprende: la consapevolezza del sé; l'auto-gestione emotiva; adattabilità;       empatia; comunicare le proprie emozioni agli altri; gestire il cambiamento; lavorare insieme agli altri; la conciliazione tra vita lavorativa e  vita personale; la leadership; la gestione dello stress, l'umore. 
A presto
dalla Vostra Annamaria Agnano






*Lo studio è accessibile online Immagine Link Esterno sul sito del Journal of Cross-Cultural Psychology.
Per la prima volta, una ricerca durata quattro anni e recentemente pubblicata sulla rivista internazionale "Journal of Cross-Cultural Psychology", ha confrontato somiglianze e differenze nel modo in cui cinesi e italiani esprimono otto diversi stati emotivi attraverso la voce (appunto disprezzo, gioia, paura, orgoglio, rabbia, colpa, tristezza e vergogna). messo a punto e realizzato da Luigi Anolli e Fabrizia Mantovani, del Diparti
mento di Scienze Umane per la Formazione dell'Università di Milano-Bicocca, insieme a Lei Wang professore di psicologia dell'Università di Pechino, con Alessandro DeToni  dell'Università Cattolica di Milano.

Vuoi approfondire il tema delle emozioni e resilienza? Leggimi con:
* Resilienza e Leadership Integrale (La metodologia* LEADERSHIP INTEGRALE©)del 23/04/13; *Destino e Resilienza del  30/04/13;*Cambiamento ed Emozioni del 7/05/13; *Resilienza e Felicità del 2/09/13;
*Guarda il mio video  Benessere e Resilienza del 29/09/13



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Questo Blog non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e periodica non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n* 62del 07 Marzo 2001. Inoltre le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e valutate di pubblico dominio. Qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore scrivete una mail al seguente indirizzo annamaria.agnano@gmail.com e le immagini in questione verranno immediatamente rimosse.

mercoledì 26 novembre 2014

PENSARE, PARLARE, SENTIRE...FARE BENESSERE



PENSARE, PARLARE, SENTIRE...FARE BENESSERE 

Mi capita sempre più frequentemente di ascoltare ed osservare le persone nel corso del loro quotidiano modo di porsi con gli altri nei differenti luoghi; il loro modo di pensare accompagnato  dalle emozioni che esprimono anche senza saperlo; nel lamento o giudizio, nell'intolleranza con cui si "condisce"un fatto o qualcuno;oppure nel racconto che si fa mentre si sta in fila in farmacia o alla cassa di un qualsiasi negozio; nei commenti o nel silenzio. 

E non si immagina quanto il linguaggio costruisce il senso delle cose, con cui poi si "attribuisce" a persone e a fatti la propria opinione che si basa puramente su ciò che si sente!. Quanto spesso le sensazioni momentanee "dominano" l'attenzione? Che così seleziona ed esclude;come i sentimenti a cui viene assegnata una parte sempre più urgente, ma non per questo soddisfatta  Quanto spesso le relazioni vengono bruciate in questo modo? Certo, nessuna di queste conversazioni (intime o con gli altri), modi di esprimersi, di dire o riportare nei luoghi dove ci si incontra, al lavoro o con gli amici, è "patologica; non c'è in esse un disagio che debba richiedere una consulenza  con lo psicologo e nemmeno un intervento di "cura" così come si pensa debba esserci in presenza di ansia o panico ( e spesso anche con timore e senza essere ben informati più completamente sulle figure a cui affidarsi! puoi approfondire leggendo mio post "Quando affidarsi ad una buona psicoterapia" dell'11/06/13)
Possono proprio essere le quotidiane, quelle situazioni e condizioni in cui la Psicologia positiva ed applicativa è interessata a sviluppare le potenzialità che ciascuna persona ha in sè, la nostra resilienza, cioè la nostra capacità di affrontare e resistere, facendola emergere ed avanzare come la condizione naturale di saperci trasformare e non solo adattare al nostro ambiente e situazioni che viviamo.

La psicologia positiva  si occupa di Prevenzione del BenEssere e della Salute,con l'obiettivo di studiare ed individuare i tratti della persona e del gruppo,(inteso come aggregato o insieme di persone che in qualsiasi organizzazione sociale si costituisce), e di ampliare le sue competenze, proprio sviluppando i potenziali che ciascuna persona porta in sé come talenti da sviluppare. Il collega americano, Martin Seligman, se ne occupa da lunghi anni con studi e ricerche sull'Ottimismo (è autore di un testo molto interessante che vi suggerisco di leggere"Imparare l'ottimismo"). Lo sviluppo della Psicologia positiva ci dà la visione dell'influenza degli stili di sviluppo, di adattamenti, secondo cui ogni persona"costruisce" la propria realtà come una realtà soggettiva. E' in riferimento a questa realtà soggettiva che l'esperienza di qualsiasi evento, situazione, relazione, risulta "filtrata". E' questa esperienza percettivo-sensoriale ( fatta di percezioni,  attribuzioni , cognizioni, sentimenti ed emozioni) che agisce in ogni situazione nella quale "adattarsi". Pertanto, anche l'adattamento risponde a modi strettamente soggettivi, così come la risposta allo stress.


Abbiamo bisogno di sviluppare una psicologia positiva nel nostro quotidiano per diventare auto-produttori del nostro benessere?
Decisamente si! Per imparare a conoscere quanto l'applicazione della psicologia positiva si riversa nel proprio quotidiano di vita, per sostituire modalità ormai ripetitive e negative dentro alle relazioni  con gli altri, con se stessi; apprendendo a mettere in atto nuove modalità, risorse interne cosiddette coping,  per farle avanzare come nuove abilità ad essere presenti e consapevoli, per dare un senso più ampio e profondo alla vita.
Cosa che ci tiene sulla nostra rotta, motivati dallo scopo che ci sospinge. Consapevoli del come non farci sorprendere dalla" tempesta emozionale", attenti, invece, ad usarne la forza!

COME SCOPRIRE ED APPLICARE LA PSICOLOGIA POSITIVA?


Vi sono diverse alternative da esplorare: alcune applicazioni come la Comunicazione Pragmatica* dispongono di queste modalità attraverso la presa di consapevolezza del linguaggio; del suo contenuto e della relazione che nei messaggi sia a sé stessi, sia agli altri vengono trasmessi; nell'empatia che si sprigiona nell'avvicinarsi all'altro, sapendo cogliere il suo modo e stile mentale; nel gestire un conflitto e soprattutto, abilitandosi in una ricerca più semplice e diretta, lasciando le zavorre del giudizio e pregiudizio.

Il *Modello Strategico Breve favorisce la scoperta e comprensione delle tentate soluzioni che irrigidiscono schemi disfunzionali. Interessante è scoprire come funzionano gli schemi mentali con cui elaboriamo la nostra esperienza percettiva.
*Il Modello Leadership Integrale©supporta e favorisce lo sviluppo di abilità di comunicazione strategica con se stessi e gli altri; con attenzione al linguaggio"emozionale" integrato alla parola; la crescita creativa attraverso il gruppo ed il gioco come luogo e tempo di "riscoperta" psico-sociale. 


Dott. Annamaria Agnano

*Il Modello Leadership Integrale è una Metodologia  di cui sono Autrice che sviluppa i potenziali personali( e non solo riferibili al Leader-manager!) Se sei interessato ad approfondire, scrivimi, sarò lieta di risponderTi!
e-mail:annamaria.agnano@gmail.com

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