giovedì 20 aprile 2017

QUANDO MAI PENSERESTI CHE LO STRESS E' UTILE?

QUANDO MAI PENSERESTI CHE...
LO STRESS E' UTILE?


Se ci pensi bene, uno dei maggiori pregiudizi del nostro secolo coincide con l'idea che lo stress sia qualcosa di negativo e da eliminare. 
Quante volte ci succede di pensarlo o di sentircelo "addosso" nel corso della giornata, nelle relazioni con gli altri...  Per questo, sempre di più cerchiamo dei modi per trovare benessere (fughe...voli...???), certi che stress e benessere non hanno effettivamente niente in comune. 
Eppure questo è un pregiudizio molto forte ed è anche una falsa credenza.
Dobbiamo invece sapere che senza stress noi saremmo morti. 
No, non ti stai sbagliando, hai proprio sentito "saremmo morti! (e ti posso garantire che saremo morti quando non lo sentiremo più ;)

Di fatto, lo stress risponde ad una funzione di adattamento all'ambiente in un processo neurofisiologico che attiva il nostro organismo a rispondere appunto con questo tipo di risposta adattiva. Mettendo in campo tutte le nostre risorse psichiche, ormonali, immunologiche che unitamente compongono un vero e proprio network;  con le emozioni con i loro correlati sentimentali, che hanno anche a che fare con la nostra coscienza e con l' umanità che in noi si anima!
Tutte le volte che questo accade noi aumentiamo la nostra capacità adattiva ai problemi che troviamo nel nostro ambiente esterno ed interno... lo stress ci permette di  
*adattarci all'ambiente;                                 
* risolvere problemi;                                       
*trovare soluzioni innovative oltre a soluzioni che non stanno funzionando 
(Le soluzioni possono davvero diventare problemi nuovi oppure peggiorare i problemi, o     no, lo hai pensato qualche volta?).

Allora com'è che noi arriviamo a pensare male dello stress? Perché gli addebitiamo i peggiori effetti e cause?

A pensarci bene è proprio il pregiudizio sullo stress che crea lo stress distruttivo. So che questa è affermazione forte... E tuttavia dimostrabile e perciò ne parliamo, seguimi!
Nel modo di affrontare lo stress relativamente a fatti che ci "succedono", noi abbiamo la Potenzialità di scoprire-inventare -trovare nuovi modi di approcciare; pensare, fare, ripensare "
 E quindi fare il cambiamento possibile! 
Il cambiamento è proprio qualcosa che cammina con noi oppure siamo noi che camminiamo nel cambiamento, continuamente. Pertanto lo stress è una risposta della nostra vita organica emotiva e spirituale (anche OMS,Organizzazione mondiale della sanità ha suggerito questa definizione a proposito del nostro benessere e salute, nel lontano 1948!)

Certo dovremmo chiederci come all'inizio di ogni cosa che viviamo, qual è l'approccio che noi usiamo nel momento in cui affrontiamo le cose che ci capitano?  E in queste situazioni, la nostra aspettativa ha una prospettiva? 

Perché se l'aspettativa ha prospettiva, allora sì che le cose cambiano mentre noi possiamo cambiare…
Se ci pensi bene, ciò che costruisce arcipelaghi di stress e montagne rocciose di stress, è proprio il rapporto tra aspettativa e mancanza di prospettiva… Se la mia aspettativa non ha nessuna visione, se ciò che sento non lo vedo realizzabile, allora io non vedo possibile operare un cambiamento. 

Perché ciò che non vedo non esiste! 

E questo noi non possiamo tollerarlo e nemmeno sopportarlo!
Perché l' impasto con cui siamo fatti, l'intelligenza multipla che potenzialmente abita dentro di noi, può generare cose ritenute impossibili... risolvere montagne di problemi, e non solo smuovere montagne!

Ma di che pasta siamo fatti noi? Ne parleremo al prossimo post...

Ciao e continua a seguirmi;)... 
Scrivimi annamaria.agnano@gmail.com




Disclaimer
Le informazioni contenute in questo blog sono puramente divulgative.
Questo Blog non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e periodica non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n* 62 del 07 Marzo 2001. Inoltre le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e valutate di pubblico dominio. Qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore scrivete una mail al seguente indirizzo annamaria.agnano@gmail.com e le immagini in questione verranno immediatamente rimosse.



sabato 1 aprile 2017

LE NOSTRE EMOZIONI CHATTANO



LE NOSTRE EMOZIONI CHATTANO ...



Le nostre emozioni "CHATTANO" costantemente, sempre connesse coi nostri sistemi che ci rendono uno PSICORGANISMO intelligente, relazionale ed adattivo.
Quando pensiamo con razionalità, vogliamo prendere una decisione; fare un cambiamento, oppure darci degli obiettivi...Sempre, ma proprio sempre, siamo in una fittissima rete con le nostre emozioni. Sembra strano, abituati come siamo a "sentirci"o a "fare"ed ignorando come siamo fatti davvero e come i nostri sistemi sono in una fitta rete informatica;) 
Anche le neuroscienze, oltre agli studi di psicologia[1] intrapresi negli anni 60, lo hanno dimostrato, dopo studi prodotti dal confronto trentennale multidisciplinare tra neurofisiologia, psicologia, biologia traducibile in PNEI
(Psiconeuroendocrinoimmunologia).

Per fare qualche buon riferimento, A.Damasio, J.Le Doux; B.McEwen; D.Charney, con i loro gruppi di ricercatori collaboratori, hanno realizzato ricerche sulle emozioni* per mapparle; vedere come funzionano nel nostro sistema NETWORK,  ed hanno quindi dimostrato che:
1)quando prendiamo una decisione, emozioni e neocorteccia collaborano intensamente, producendo linguaggi comunila neo-corteccia è l'area dove sviluppiamo il pensiero logico, ma anche la nostra intelligenza sociale:)

Le Emozioni chattano con il Sistema Immunitario..!
2)le cellule nervose e le cellule immunitarie parlano la stessa lingua e producono messaggi all'unisono;
3) le emozioni sono in un continuo dialogo con il Sistema immunitario(le nostre Difese) e vengono trascritte nella cellula(B.McEwen e gruppo di ricercatori tedeschi;2003);
4)le emozioni hanno una loro scorciatoia e se la percorrono, smettono il collegamento con la neocorteccia...e allora...aiuto!

Primo effetto, il panico
Intanto l'effetto immediato è il panico! 
E l'ansia, come forma di linguaggio emozionale che predomina, smettendo ogni dialogo con le altre aree. Se l'ansia diventa un "abito" su misura, allora si passa alla produzione di  stress...
Quando  le nostre emozioni ci producono stress, il messaggio stress passa alle cellule immunitarie, sino ad arrivare sia alla singola cellula, sia all'intera comunità  cellulare che compongono i nostri organi, i tessuti e tutto quello di cui siamo fatti...e che facciamo (corpo, pensieri, movimento, apprendimento, cambiamento, che entrano in una sorta di "blocco" ...destinato alla malattia). 

E se lo stress si cronicizza, ci ammaliamo. Infatti, in queste situazioni uno degli studi più recenti ha spiegato che le cellule immunitarie, alcune in particolare, i linfociti T, vengono bloccati, "sequestrati" nei siti/luoghi (da dove partono ogni volta per attivare le loro risposte difensive).



Per approfondire;)
Le nostre difese che ci proteggono da attacchi di agenti esterni, ma anche e soprattutto interni(...sembra incredibile, ma virus, muffe, cellule tumorali... sono nemici "innocui" che convivono e sono tenuti in scacco matto dai microorganismi (flora intestinale) protettivi.ll sistema immunitario, sottoforma di flora intestinale, è presente nell'intestino ed è da lì che organizza e supervisiona la difesa come da un quartier generale. Se però sotto stress protratto, questo sistema strategico mollala presa ed allora i nemici...In questo processo, le Emozioni sono centrali.

[1]Nel 1969 i due Psicologi P.Ekman e W.Friesen pubblicarono un lungo studio sulle emozioni, individuando le 6 emozioni universali e le famose facce.Per approfondire ulteriormente l’argomento vedi : Ekman P. e Friesen W.(1971).

Resto in contatto, come sempre,                                                                   la Vostra Annamaria Agnano                                                                       Ind.mail annamaria.agnano@gmail.com


Se vuoi saperne di più scrivi puoi contattarci anche :
Ass. PsicoImmunologia Italiana- DifendiAMOLaSalute
scrivi al nostro ind.Mail: psicoimmunologia@gmail.com
PER UNA MEDICINA INTEGRATIVA...PSICONUTRIMMUNOLOGIA

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mercoledì 22 marzo 2017

IL SEGRETO PER "INVECCHIARE" BENE...MA ESISTE?



Il segreto per "invecchiare bene"...ma esiste?

Mangiare bene, fare movimento, vivere buone relazioni; avere una buona vita sessuale, lavorativa, ma anche fatta di interessi e passioni! 
Non è più un segreto, vero? Ormai è ben saputo, data la grande diffusione di suggerimenti ed indicazioni da parte di esperti, tra medici, specialisti e psicologi; o naturopati e quanti altri operatori che si occupano di salute e benessere.

Eppure, un segreto c'è ancora da svelare... 
Per "saper "invecchiare dovremmo tenere in forma il nostro "IPPOCAMPO":area del cervello contenuta nel SISTEMA LIMBICO, che è un grande sistema integrato 
( ipotalamo,talamo, amigdala e ippocampo) . 
Alla luce dei più attuali studi, questo sistema integrato è alla base dei processi di regolazione biologica del nostro organismo (fame, sete, sonno, sesso,crescita, stress...) e della percezione  ed elaborazione delle emozioni e della coscienza.

Il nome Ippocampo deriva dalla sua forma di cavalluccio marino (detta anche Corno di Ammone, che era un dio egiziano con la testa a forma di ariete): quest'area rappresenta il nostro magazzino delle informazioni e delle memorie. Infatti, Ippocampo è una struttura chiave per la formazione dei ricordi: immaginiamoci un magazzino super informatizzato, impegnato a ricevere informazioni e poi ad elaborarle con altre aree cerebrali, per sistematizzarle sotto-forma di memorie. La sua funzione  avviene attraverso il continuo "dialogare" con la corteccia, la nostra area "evoluta", luogo in cui elaboriamo il pensiero logico: è dalla fitta comunicazione tra queste due aree, ippocampo e corteccia, che le informazioni vengono registrate e possono, quindi, entrare nella nostra coscienza. Se ippocampo e corteccia cessassero la loro comunicazione, non riusciremmo più a memorizzare alcunché!

QUANDO INVECCHIAMO, dunque è l'ippocampo che  perde la sua "forma"! Si, possiamo proprio dire che perdendo colpi, non permette la memorizzazione di cose nuove: mentre, invece, in buona forma si mantengono i ricordi. Ossia, tutte quelle informazioni che ha registrato e depositato quando era in perfetta salute e dialogava "d'amore e d'accordo" con la corteccia. 
Certo è che non possiamo interrompere i processi di usura ed invecchiamento...E' inevitabile invecchiare....A meno che non ci capiti di venire a patti con il diavolo ;)
Più concretamente, c'è da chiedersi come possiamo fare allora, a tenere in buono stato l'ippocampo...E se è possibile contrastare o ridurre la sua inevitabile"discesa".

Certo, è possibile. Lo affermano i ricercatori che hanno mappato (e continuano a farlo) le nostre aree cerebrali. Possiamo contrastare il degrado ippocampale...A condizione di dover fare un buon investimento, preventivamente. proprio come si fa quando si trova il modo di interrompere la valanga affinché non arrivi a valle!

Possiamo imparare a gestire lo stress quando siamo ancora in forma, noi e il nostro ippocampo. Infatti, anche nel processo di adattamento allo stress, che vedremo, il nostro cavalluccio marino-ippocampo  svolge un ruolo chiave...E ne parleremo alla prossima...


 E Tu, intanto, continua a seguirmi;)

A cura di Annamaria Agnano
con rif. bibliografico di F.Bottaccioli: Psiconeuroendocrinoimmunologia, 2005, RED ed.

giovedì 9 marzo 2017

PSICONUTRIZIONE...QUANDO NUTRIRSI E' MEGLIO CHE MANGIARE



PSICO-NUTRIZIONE: QUANDO NUTRIRSI E' MEGLIO CHE MANGIARE

Quando ci riferiamo alla alimentazione, dobbiamo considerarla da più punti di vista: dal punto di vista nutrizionale, calcoleremo il valore dei “nutrienti” contenuti nel cibo, con il Processo metabolico che li trasforma per garantire l'ENERGIA VITALE al nostro organismo. 
Dal punto di vista immunologico, il processo metabolico deve essere funzionale per la salute del Sistema Immunitario, il Super Organismo, in grado di tenere l'equilibrio della bilancia immunitaria. In particolare, è l' ’intestino tenue la parte più importante del nostro organismo, chiamato “fornace energetica” dagli agopuntori cinesi 4000 anni fa. Scoperta confermata da Ippocrate (2500 A.C.primo medico dell’antichità) il quale diceva "che la vita e la morte di ognuno di noi risiede nel nostro intestino".
 Pensiamo che l'80%del sistema immunitario è localizzato proprio nel nostro intestino ed è lì, come in un quartier generale, che si attiva e richiede ai soldati-linfociti di distruggere il nemico che sta attaccando! Un nome ultramoderno, quello del sistema immunitario intestinale, "microbiota", che in realtà viene riferito alla flora intestinale:"una grandiosa foresta" abitata da 5  amici supereroi che sono in grado di distruggere milioni di miliardi di nemici!

Dimmi come ti nutri!
Oltre all'alimentazione che ci nutre e che nutre il nostro sistema immunitario, le difese del nostro Psicorganismo sono attivate da altre fonti nutrizionali. E vediamole!
Di fatto, quando parliamo di nutrizione, dobbiamo pensare alla parola "nutrizione" in tutta la sua pienezza, riferendola a tutte quelle modalità con le quali  facciamo esperienza della vita, "nutrendoci proprio attraverso esse". Possiamo dire che siamo immessi da subito nelle relazioni con gli altri? Certo! Sin dalla prima formazione in grembo materno e, pertanto, dobbiamo considerare che le relazioni ci  nutrono.
Le relazioni  costituiscono i nutrienti "affettivi e cognitivi" dei quali non possiamo fare a meno. Per meglio dire, le relazioni ci nutrono e promuovono la nostra salute emotiva e cognitiva;la nostra intelligenza emotiva*.Il nostro  benessere ed equilibrio dei quali siamo potenzialmente  "portatori “sani”
https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=7411072669356386205#editor/target=post;postID=2950471175828044459;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=25;src=postname

C’è, infatti, un processo del nostro sviluppo evoluto che ci dispone a realizzare il nostro potenziale: a condizione, tuttavia, che veniamo “nutriti”nei modi equilibrati, ossia che ci garantiscano lo sviluppo  delle sostanze vitali che producono ENERGIA AFFETTIVA  MOTIVAZIONALE.

Anche gli oggetti e luoghi ci nutrono, in quanto è attraverso essi che noi stabiliamo relazioni con i nostri bisogni, sogni e desideri. Se pensiamo soltanto ai luoghi in cui viviamo, lo spazio in cui ci muoviamo. Li abitiamo e ne siamo circondati:  ci riempiono la vista,  ne sentiamo il clima; li "sentiamo" nei gusti e nei profumi...Ci nutrono!  

Il tempo stesso, se ci pensiamo bene,  va considerato come una dimensione, attraverso la quale noi sperimentiamo la nostra vita: nutrendoci, per esempio, quando ci dedichiamo agli interessi; alle passioni che, attraverso oggetti e cose verso cui ci attiviamo, assorbono le nostre energie/tempo. Anche così  ci rappresentiamo i modi in cui nutriamo la nostra vita! 

In quanti modi, dunque ci nutriamo? Ma soprattutto, in QUALI modi? 

A cosa mi riferisco?
 Gli stimoli che accompagnano la nostra esperienza di mondo, ai quali veniamo disposti comunque nell’ arco della nostra vita, possono essere ricchi: favorire i fattori del nostro stare bene, sprigionando la potenza dei potenziali messi in pratica; ma possono essere anche poveri, ossia impedirci di raggiungere la realizzazione di aree di potenziali di cui siamo portatori. Pensiamo alle emozioni. Quanto esse favoriscono il nostro benessere e vitalità! Nell'approccio multidisciplinare è condiviso da molti di studi che lo confermano. Come accertano però anche il contrario!

Quanto possono mal nutrirci le nostre emozioni? Quando producono ansia ( l'ansia è un disturbo delle emozioni) sono delle produttrici di stress psichico: non solo riducono le nostre difese "psicologiche"! Il peggio è che influiscono sul nostro sistema immunitario e ci dispongono alla malattia. Se poi realizziamo che cervello ed intestino comunicano in via bi-direzionale( asse cervello intestino- intestino cervello), allora ci rendiamo conto del circolo vizioso del malessere.

 E Tu  continua a seguirmi;9 


E scrivimi se hai quesiti, curiosità da approfondire; un tema che vorresti sviluppare e lo andremo ad affrontare insieme, grazie a questi tuoi spunti :)

annamaria.agnano@gmail.com

Puoi anche seguirmi in facebook, con un "mi piace" saremo in contatto diretto...


mercoledì 16 novembre 2016

"MANGIAMO CIBO...o EMOZIONI?"


"MANGIAMO CIBO... o EMOZIONI?"


COSI' VEGETARIANA DA VOLER ESSERE UNA PIANTA (da Il Fatto Quotidiano libri attualità 16 novembre 2016)

Stamattina aprendo le news dai quotidiani, dal Fatto quotidiano, vedo un articolo di F. Musolino relativo ad  un romanzo "La vegetariana", storia di una donna che capovolge la sua vita pur di non mangiare carne. A scriverlo, la sudcoreana Han Kang che ha vinto il Man Booker Prize. 
Il libro è stato pubblicato in Italia da Adelphi e tradotto da Milena Zemira Ciccimarra.

Poco o per nulla sorprendente, vero, questo titolo ai nostri tempi in cui tanto si parla di alimentazione?
Ed inevitabilmente, ogni volta che sento parlare e scrivere di alimentazione e di cibo, io chiarisco che Noi " mangiamo con gli occhi…Oppure sentiamo l'acquolina in bocca dal profumo che ci arriva ai sensi. Emozioni
Già! Noi mangiamo con le emozioni che quel cibo ci riporta alla relazione che abbiamo stabilito da lontanissimo, nel grembo materno...al suo seno dopo e dopo ancora, quando le relazioni "a tavola" ci formano.
Ossia, siamo legati al cibo attraverso la relazione ed il legame emozionale,  dal momento che noi siamo esseri " simbolici ". O meglio: noi percepiamo oggetti, mondo e relazioni in modo simbolico. Per fare un esempio, mi piace dire: " Un cane sceglierebbe mai tra una bistecca rossa ed una bianca?" No evidentemente… Ma noi umani si! Per diversi motivi...emozionali e relazionali..."Mi piace perché"..."non mi piace perché" ...Il gusto della scelta?Il valore verso cui ci ispiriamo...La coerenza con "CHI" pensiamo di essere, della nostra IDENTITA'. 
 proprio per la nostra modalità, così variegata, di relazione per la quale ci "rappresentiamo" qualsiasi cosa ed esperienza di essa, attraverso una modalità affettiva..."Mi piace...non mi piace." 

Per tornare al romanzo "La vegetariana" ,l''autrice racconta di una donna che capovolge la sua vita pur di non mangiare carne. Yeong-hye, questo il suo nome, in breve tempo si trasforma:  da che brava moglie  (evidentemente, in un contesto culturale sudcoreano),   cambia completamente e radicalmente la sua vita: dopo aver fatto un sogno! Da lì in poi ella rifiuterà decisamente di mangiare carne,  nemmeno di cucinarla o anche toccarla: destando scalpore e indignazione sia nel marito, sia nei suoi familiari increduli. Questi ultimi, non capendo il senso della sua scelta, saranno sconcertati e travolti...

Quello che mi interessa e che mi porta a proporTi questo post, è la psicologia della scelta del rifiuto da parte della protagonista. In realtà vi è un rifiuto molto più profondo, affettivo emozionale, simbolico, perciò, di una cultura " violenta, offensiva ed indignitosa " rappresentata dal cibo, in questo caso. Di fatto, ella rifiuterà anche di truccarsi, di apparire ed essere parte di un sistema che non può più garantirle alcun valore del senso del proprio sé, della propria umanità
Cogliendo questo spunto per una riflessione interessante, nell'oggetto cibo- carne non v'è soltanto il ricorso ad una alimentazione sana, vigorosa e salutare, che nella nostra cultura attuale è largamente richiamata.(allevamenti intensivi; utilizzo massiccio di antibiotici; animali fortemente stressati etc.) in qualche momento eccessivo, se non "alla moda". Soprattutto paradossale, quando si parla così tanto di alimentazione sana, di biologico e, dall'altra, il controllo che ciascuno di noi può fare è assai relativo data la complessità di un sistema mercato che ha rotto le regole del gioco. 

Di più ancora, sviscerando il tema,il  rifiuto del cibo è il rifiuto simbolico per la protagonista a voler essere parte di una cultura crudele violenta, in cui ella, la sua umanità non può più esprimerla... Ed ecco, quindi, questa scelta estrema: la protagonista smetterà di nutrirsi come sempre ha fatto, arrivando a mangiare a stento sino a desiderare di diventare una pianta per potersi nutrire solo di aria, senza più nuocere  ad alcuno.  L'autrice "dice che questa scelta simbolica della sua protagonista in realtà riguarda la sua necessità di opporsi alle emozioni violente della nostra società: è chiaro che non possiamo nutrirci di aria e diventare piante". 
Tuttavia, è importante fare scelte anche dolorose per smettere di non potersi esprimere in tutte le necessità della propria umanità; del proprio senso di sé e di quello che in psicologia sociale e positiva viene detto" senso of control": che semplicemente vuol dire trovare senso nel poter prendersi cura e cuore della propria vita, delle scelte per migliorasi, potendo controllare gli eventi.
Ed esprimere il "senso di coerenza", un  senso profondo che ci tiene uniti ed "integri": la vera libertà! Quel senso di coerenza che A.Aaron Antonowsky, sociologo clinico,  svilupperà 
nell' 'approccio della salutogenesi*: come la possibilità per l'essere umano di saper sviluppare le risorse di sé; i fattori della salute e quando, in circostanze dolorose della malattia, di potersi riappropriare di questo senso profondo, assumendo la centralità del prendersi cura. 

In fondo, che cosa veramente vale attualmente nella nostra vita? Quali "valori ci nutrono? Quali emozioni "mangiamo"?
 Il cibo dunque, ancora una volta,ci richiede la necessità di approfondire gli aspetti emotivi ed affettivi della nostra vita. Nasciamo "nella relazione"con l'altro, nel corso della nostra formazione nel grembo materno (quanto gli studi attuali ci mostrano la relazione tra la madre, il suo contesto relazionale ed il feto) ; poi dopo, nel gruppo famiglia contesto in cui ci formiamo. Le abitudini alimentari sono già le abitudini relazionali e del "posto" che  in esse noi occupiamo e nelle quali ci esprimiamo.E poi nei luoghi sociali che ci nutrono attraverso le relazioni...Quali e quante? 
 Quando e se, per estremo, non riusciamo più ad esprimerci, allora ci deprimiamo. 
Di che cibo dunque, vogliamo, possiamo nutrirci?

Continua a seguirmi:)

* Puoi leggere di Salutogenesi nel post:http://annamariagnano.blogspot.it/2015_09_01_archive.html

lunedì 31 ottobre 2016

LE RELAZIONI FANNO LA NOSTRA BILANCIA IMMUNITARIA"AFFETTIVA"




LE RELAZIONI FANNO LA NOSTRA BILANCIA IMMUNITARIA
"AFFETTIVA"

Le relazioni "fanno" noi e la nostra vita.E sono anche alla base del nostro organismo:oggi sappiamo,infatti, che il nostro cervello funziona tanto più e meglio proprio attraverso l’associazione di aree e la presenza di connessioni /relazioni neuronali ormonali e immunitarie. 

E la relazione é la chiave della nostra vita psico-sociale, che esprimiamo sin da subito all’interno della formazione embrionale, prenatale, quando il feto entra già dalle primissime settimane di vita "in relazione" con la madre e con le sue emozioni; quindi entro le relazioni di questa con il padre e la famiglia/ambiente esterno (parenti, amici, colleghi di lavoro, altri).
 Per poi trovarsi in relazione con la vita nella famiglia, dopo la nascita, che poi diventa vita sociale nella scuola; nei luoghi di formazione e poi dopo ancora, nelle organizzazioni lavorative e negli spazi di vita sociale, in cui esprimiamo comunque altri aspetti della nostra vita umana ed umanità. 

Pertanto, se dobbiamo preoccuparci di avere uno stile di vita in cui siano presenti la giusta alimentazione, il movimento, gli integratori giusti, dovremo anche mettere su "uno stile relazionale". Con  una vita ricca di emozioni che nutrono le nostre relazioni; per dare il senso che  i valori sprigionano oltre la nostra persona, in condivisione profonda con gli altri ed in relazione con la nostra dimensione "spirituale". Certo che si! Ebbene lo stile di vita salutare deve essere promosso anche nel campo delle relazioni,  come la stessa OMS (organizzazione mondiale della Sanità) enunciava nel lontano 1948!

Fiamma relazionale o "infiammazione" relazionale?
Le relazioni possono essere soggette ad "infiammazioni" potenti, che le possono distruggere, se le emozioni che le nutrono sono "stressogene" . Le relazioni sono il fuoco sacro della nostra vita: 
il filo d’oro che ci integra, eppure possono anche "bruciare"ed infiammarci. Ed allora ci mandano in squilibrio,ci fan perdere la ragione,quella  profonda, collegata al nostro io più profondo 
che non è solo interiore,  ma relazionato,"in relazione", con tutte le presenze della nostra vita: il compagno, i figli, gli amici, le persone a cui ci dedichiamo; a cui portiamo le nostre emozioni, attenzioni ed azioni; conoscenza e sentimenti. Ebbene, dobbiamo diventare consapevoli che le relazioni, se sono "infiammate", hanno bisogno di essere "sfiammate". Ossia nutrite nel modo giusto; movimentate nel modo giusto; espresse in un ambiente che non può essere microscopico o ansiogeno. Dobbiamo "alcalinizzarle" per usare una parola "immunologica"! (In immunologia si riferisce alla cura per rendere basica uno stato di acidosi metabolica e quindi uscire dalle infiammazioni che esso procura.)

Esse ci aprono alla vita più ampia di noi. Se ci pensiamo bene, la nostra crescita più profonda, il crescere,  ha a che fare con qualcosa che è molto più ampio di una sola relazione amorosa, filiale;lavorativa, amicale. Le contiene tutte, ma la qualità emergente è oltre ad esse!Oltre a noi stessi!
E' la nostra capacità di stare nella relazione, nutrirla e nutrirci; interagire e "tenerla".
E scoprirci attraverso essa...

Ma...come capire quando le relazioni sono infiammate?

Seguimi;)...al prossimo post

mercoledì 12 ottobre 2016

LE EMOZIONI CI INFIAMMANO ED INFIAMMANO LE RELAZIONI




Le Emozioni ci infiammano ed infiammano le relazioni!
  
Il nostro sistema immunitario, le nostre difese per intenderci, funziona procurando "incendi":come un "incendiario" che attraverso le infiammazioni  "brucia" i nemici che attaccano il nostro organismo. Grazie all'intervento di sostanze che producono proprio infiammazioni e quindi distruggono virus e batteri ,ché  oltre che colpirci potrebbero distruggerci!

La sua parola chiave è l’infiammazione, dunque: sostanzialmente le cellule immunitarie procurano degli incendi attraverso delle sostanze specifiche e quindi mettono il nemico, che è dato da batteri e virus, detto antigene,  ed è così che lo distruggono.  
Siamo immersi in un network, documentato proprio attraverso la conoscenza PNEI (sistema psiconeuroendocrinoimmunitario), che semplicemente vuol dire "che il nostro cervello, la psiche, attraverso gli ormoni, comunica con il sistema immunitario (localizzato nel nostro intestino) e passa  continue informazioni alle cellule immunitarie. Queste, a loro volta sono capaci di parlare lo stesso linguaggio "nervoso" rispondendo al nostro sistema nervoso quindi al nostro cervello, alla psiche, alle Emozioni che ne sono espressioni e funzioni importanti. E vediamo perché e come...



INFIAMMAZIONI E SALUTE PNEI

E' corretto dire che per stare bene in forma, noi abbiamo bisogno di uno stile di vita rispettoso del nostro pnei. Come? La risposta sta nello STRESS che viviamo. Infatti il giusto stress ci aiuta a mantenerci in forma!  Il cortisolo, ormone specifico dello stress, se ben dosato ci fa stare bene ed in forma: tonici e sani, intelligenti ed abili a risolvere i problemi; rapidi ad adattarci e superare gli ostacoli.  Mentre una sua quantità eccessiva ci infiamma; entriamo in condizioni di calo  delle difese immunitarie con le conseguenze di patologie severe, autoimmuni o anche tumorali. Se dunque l'infiammazione è troppa, sballa la risposta immunitaria e quindi ci ammaliamo!

LE EMOZIONI SONO LE NOSTRE DIFESE PSICHICHE DENTRO LE RELAZIONI E LE PROTEGGONO...
La stessa cosa vale per le nostre emozioni e per l’impatto che esse hanno sulle nostre relazioni. Se le emozioni che proviamo sono rabbia e paura, con tutte le loro "combinazioni"( impotenza, sfiducia, sospetto, isolamento...)allora noi ne veniamo infiammati e di conseguenza anche le nostre relazioni si "infiammano"...bruciano  e ci prosciugano... Mentre dovremmo, grazie a loro, ardere di passione e sentirci in profondo contatto con la vita.

Cosa accadrebbe se una valanga non arrivasse a valle e rimanesse slavina?
Cosa succede che ci porta a trattenere l'emozione e a farla "valangare" internamente? Vivendola immediatamente come ansia, angoscia , blocco: come una condizione da subire, stando male e riversando il malessere anche nelle relazioni con gli altri e con il mondo intero
Continua...;) Seguimi

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Studio Agnano...:)









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